Approvata la risoluzione del DEF

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A seguito di una crisi eccezionalmente lunga e profonda, che ha determinato tra il 2008 e il 2013 una perdita di prodotto senza precedenti nella storia recente, l’economia italiana continua a percorrere il sentiero di ripresa iniziato nel 2014 e proseguito nel biennio successivo, con un andamento più graduale rispetto ai precedenti cicli economici ma significativo, considerato il permanere di diffusi fattori di freno e incertezza a livello globale ed europeo;

Diverse evidenze testimoniano il recupero di capacità competitiva dell’economia italiana: l’avanzo commerciale ha raggiunto livelli elevati nel confronto storico ed è tra i più significativi dell’Unione Europea; i consumi privati, in ripresa dal 2014 e in crescita dell’1,3 per cento nel 2016, hanno beneficiato del sensibile recupero del reddito reale disponibile, anche grazie alla pressione fiscale scesa dal 43,6 nel 2013 al 42,3 per cento nel 2016 (al netto degli 80 euro mensili per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi), di più favorevoli condizioni di accesso al credito e del mercato del lavoro in ripresa, con un numero di occupati che ha superato di 734 mila unità il punto di minimo toccato nel settembre 2013.

Il miglioramento dei dati e delle aspettative nelle economie avanzate, Italia compresa, potrebbe giustificare una significativa revisione al rialzo della previsione di crescita del PIL per il 2017, tuttavia il Governo ha scelto di adottare una valutazione prudenziale volta a fornire stime robuste, attestando la previsione di crescita del PIL reale tendenziale per l’anno in corso all’1,1 per cento – comunque un decimo di punto percentuale più alta rispetto alla stima contenuta nella Nota di Aggiornamento del DEF 2016 e confermata nel Draft Budgetary Plan 2017 di ottobre 2016 – al pari della programmatica.

I NOSTRI OBIETTIVI:

a)      coniugare la più generale strategia di crescita, equità e lotta alle disuguaglianze, con una riduzione del rapporto debito/PIL che sia credibile e sostenuta nel tempo;

b)      proseguire nella decisa azione di efficientamento del sistema fiscale, attraverso la riduzione della pressione fiscale, in particolare sui fattori produttivi, la revisione delle tax expenditures, la lotta all’evasione fiscale e la revisione della spesa pubblica, tagliando ulteriormente la spesa improduttiva;

c)       potenziare le misure che rendono il mercato del lavoro più tutelato ed efficiente e le politiche di stimolo alla crescita e alla produttività nonché alla partecipazione al mercato del lavoro;

d)      massimizzare l’efficacia degli strumenti messi a disposizione del sistema bancario, continuando a sviluppare il mercato dei crediti deteriorati ed incoraggiando l’adozione delle best practices europee nella gestione delle sofferenze

e)      approvare ulteriori misure per un migliore ambiente imprenditoriale e la crescita della produttività, che riguardano la riduzione dei tempi della giustizia e il completamento e l’attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione

f)       accelerare la ripartenza degli investimenti pubblici e migliorare il loro allineamento con l’obiettivo di lungo termine di riequilibrio territoriale del Paese, anche attraverso il perfezionamento del quadro regolatorio in materia di appalti pubblici, con l’obiettivo di stabilizzare la normativa di riferimento incentivando la semplificazione, la trasparenza delle procedure e rafforzando la lotta alla corruzione;

LA RISOLUZIONE APPROVATA IMPEGNA IL GOVERNO, NEL RISPETTO DEI VINCOLI DI FINANZA PUBBLICA:

a conseguire i saldi programmatici di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al PIL, nonché il rapporto programmatico debito su PIL, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nel Documento di economia e finanza;

a continuare a promuovere una strategia di riforma degli orientamenti di politica economica e finanziaria prevalenti in sede comunitaria, volta a conferire, anche attraverso un confronto con gli organismi comunitari finalizzato a rendere meglio compatibile il percorso di progressivo avvicinamento all’Omt, una maggiore centralità alla crescita economica, all’occupazione e all’inclusione sociale;

a sostenere con maggior forza l’introduzione di uno strumento comune di stabilizzazione macroeconomica, che possa consentire in particolare ai Paesi soggetti a vincoli di bilancio stringenti di adottare politiche anticicliche, facendo fronte all’aumento del tasso di disoccupazione in caso di shock asimmetrici, introducendo al contempo strumenti di condivisione dei rischi tra i Paesi membri, accanto a quelli di riduzione dei rischi associati a ciascuno di essi;

a dare piena attuazione ai contenuti del Programma nazionale di riforma al fine di conseguire gli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità;

a disattivare l’incremento delle aliquote IVA e delle accise sugli olii minerali, che scatterebbe nel 2018 per effetto delle clausole di salvaguardia sostituendolo con misure compensative dal lato della spesa e delle entrate;

a rafforzare gli investimenti pubblici, con priorità per quelli riguardanti la cura del territorio e il contrasto del dissesto idrogeologico e per quelli, anche riguardanti le grandi infrastrutture, delle aree del Mezzogiorno, favorendo in particolare gli investimenti degli enti territoriali, sotto soglia comunitaria, più immediatamente realizzabili, nonché ad accelerare la definizione delle procedure necessarie a rendere spendibili le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione individuate e messe a disposizione nei “patti per lo sviluppo” già siglati, sia per il livello regionale che locale, oltreché adottare tutti gli atti necessari per il pieno utilizzo delle risorse;

nell’ottica di conseguire una maggiore efficienza e razionalizzazione della spesa, a migliorare il percorso di programmazione, progettazione, effettiva realizzazione e valutazione delle opere, fornendo certezze procedurali e finanziarie indispensabili all’attività di investimento, nonché supporto tecnico e valutativo alle amministrazioni, anche territoriali;

a favorire forme di reale autonomia e responsabilità finanziaria degli enti locali, creando le condizioni per il superamento del sistema di finanza derivata, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, definendo un assetto organico e complessivo della finanza locale caratterizzato da semplicità, sfoltimento dei vincoli contabili e ordinamentali, superati dal nuovo assetto delle regole finanziarie, allentamento dei vincoli al turn over, tenendo conto delle situazioni di precarietà cristallizzate nel tempo, e certezza delle risorse;  a incentivare il ruolo attivo degli enti territoriali nelle attività di recupero dell’evasione fiscale;

a garantire l’effettivo esercizio delle funzioni fondamentali da parte delle province e delle città metropolitane, anche mediante l’attribuzione a carattere strutturale di adeguate risorse finanziarie e le opportune modifiche alla legislazione vigente;

a sviluppare politiche per una maggiore crescita inclusiva volta a ridurre le disuguaglianze, dando rapida attuazione alla legge delega per il contrasto alla povertà attraverso la definizione del Reddito di Inclusione per sostenere economicamente i nuclei in condizione di povertà e promuovere il reinserimento nella società e nel mondo del lavoro di coloro che ne sono esclusi, prevedendo un consistente incremento delle risorse previste a legislazione vigente per il contrasto alla povertà al fine di ricomprendere nella platea dei beneficiari tutti coloro che versano in condizione di povertà assoluta;

a rafforzare le politiche attive del lavoro, rendendo effettivo l’assegno di ricollocazione, e quelle volte a stimolare le competenze; in questo contesto, a valorizzare e a dare piena efficacia al ruolo della contrattazione salariale di secondo livello con interventi sempre più mirati in materia di welfare aziendale integrativi e non sostitutivi del welfare pubblico;

con riferimento al pubblico impiego, a dare seguito agli impegni assunti nell’accordo raggiunto dalle organizzazioni sindacali e dal Governo il 30 novembre 2016;

a promuovere interventi volti a rafforzare la presenza femminile nel mondo del lavoro, proseguendo nell’introduzione di misure volte a favorire la condivisione dei carichi familiari e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nonché ampliando e rafforzando il Sistema integrato di educazione e di istruzione per l’infanzia e i servizi alla famiglia, in particolare nelle aree del Mezzogiorno;

a favorire l’incremento dell’occupazione giovanile anche attraverso la predisposizione di interventi selettivi sul cuneo fiscale;

a garantire l’universalità e l’equità del servizio sanitario nazionale, rafforzandone ulteriormente l’efficienza e la qualità delle prestazioni, anche prevedendo interventi volti ad allineare progressivamente la spesa italiana in rapporto al PIL a quella media europea;

a proseguire la politica di sostegno alle famiglie e di contrasto alla prolungata tendenza al calo demografico, in particolare rafforzando sistema degli assegni per i figli a carico, anche procedendo alla necessaria razionalizzazione degli attuali istituti;

in materia fiscale, a proseguire nell’azione di: a) semplificazione del sistema tributario, migliorando il rapporto fiduciario con i contribuenti caratterizzati da una maggiore compliance fiscale, puntando sulla riduzione degli adempimenti e sulla crescente qualificazione dei servizi erogati; b) efficientamento del rapporto tra l’amministrazione finanziaria e i contribuenti, assicurando, in tale contesto, il rispetto dei tempi previsti dalla legislazione vigente per le procedure di rimborso dei crediti Iva derivanti dall’applicazione dello split payment; c) ulteriore riduzione della pressione fiscale da perseguire prioritariamente attraverso il rafforzamento dell’attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, anche al fine di ridefinire il sistema di tassazione personale (IRPEF);

a proseguire nell’azione di riforma della giustizia già avviata, con particolare riguardo al processo penale, all’efficienza del processo civile e alla prescrizione;

ad aprire una nuova fase della spending review, che dovrà essere più selettiva e al tempo stesso coerente con i principi stabiliti dalla riforma del bilancio, anche attraverso un più esteso utilizzo degli strumenti per la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi da parte della PA;

a proseguire nell’azione di rafforzamento della capacità competitiva delle imprese italiane, nel solco degli interventi disposti negli ultimi tre anni, al fine di supportare la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione, anche attraverso le politiche per la concorrenza e le liberalizzazioni dei mercati dei beni e dei servizi, il miglioramento dei modelli di governance e delle condizioni di accesso al mercato dei capitali, il rafforzamento di misure di incentivo a posizionarsi nella parte più alta della catena del valore;

a valutare il processo di avanzamento del programma di privatizzazioni anche in rapporto agli obiettivi strategici della politica industriale;

a proseguire nello sforzo di messa in sicurezza degli edifici e dei contesti urbani attraverso le misure di prevenzione, manutenzione e ristrutturazione, favorendo in particolare, nell’ambito delle agevolazioni esistenti per i condomìni, l’accessibilità al beneficio da parte dei contribuenti incapienti;

a proseguire nel percorso di sviluppo sostenibile del Paese per stimolare la crescita economica conciliandola con la tutela dell’ambiente, la protezione e promozione sociale e, nel particolare ambito delle politiche ambientali, a rimodulare progressivamente le risorse per i cosiddetti sussidi dannosi, ai fini dell’operatività dell’accordo Parigi-COP21 e dell’attuazione dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile;

a considerare collegato alla manovra di finanza pubblica il provvedimento A.S. 2287-bis “Delega al Governo per il codice dello spettacolo”, favorendone la rapida approvazione, nell’ottica di una più ampia riforma del settore.

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