Ora pensiamo alle cose da fare

9 years ago by in Comunicati Stampa, SEL: c'è un'Italia migliore Tagged: , , , , , , , , , , ,

Sono giorni strani in cui la parola “agenda” collegata ad un cognome si fa categoria politica quando non vero e proprio manifesto per nuove o semi-nuove formazioni politiche. 

A pochi giorni dalle primarie di Sinistra Ecologia e Libertà, in molti stanno chiedendo cosa vi sia nella mia agenda. La domanda non solo è legittima, ma dimostra anche grande fiducia perché racchiude in se il binomio tra rappresentanza e impegni concreti.

La mia risposta, a tutti, parte dalla mia biografia e dal mio modo di intendere il ruolo della politica nella società, una politica di servizio fatta (perché parte di una comunità) sempre cercando non solo di porre la massima attenzione a quelle tante e purtroppo dure problematiche che si stanno delineando in questo periodo di estrema difficoltà economica, ma soprattutto partendo in primo luogo dall’ascolto cercando di prospettare soluzioni possibili.I miei impegni, pertanto non potranno che essere coerenti e in continuità con quanto finora fatto.

E’ chiaro che in questo momento la principale preoccupazione siano le tematiche legate al mondo del lavoro. I nostri sono territori che con la loro vocazione produttiva e manifatturiera risentono più degli altri degli effetti devastanti della crisi economica con il dramma di una crescente disoccupazione e una serie di effetti a catena che stanno trascinando verso il basso anche altri settori economici.

Pochi giorni prima che iniziasse la campagna delle primarie, ho incontrato i lavoratori della OMG Cerutti. Si tratta di un paradigma tipico delle crisi industriali piemontesi. E’ da confronti come questo, svolti da tempo e su tutto il territorio piemontese, che cresce la convinzione della necessità di dare un contributo affinché venga rilanciata una nuova politica industriale, che privilegi innovazione e sviluppo, anziché una visione ideologica del mercato del lavoro.

Tutto questo passa anche da una riconversione ecologica dell’economia, perché drammi ambientali come quello casalese dell’amianto costituiscano monito su un nuovo patto tra sviluppo e rispetto ambientale, così come tra produzione industriale e salute. Occorre inoltre che bonifiche ambientali e ricerca possano avere adeguati finanziamenti, perché l’opera sin qui condotta non venga interrotta e, se possibile, velocizzata.

Un’ ulteriore canale di sviluppo oltre che di salvaguardia ambientale deve essere una rigorosa messa in sicurezza dei territori dal punto di vista idrogeologico, attraverso una pianificazione che restituisca il giusto equilibrio tra attività, bisogni e funzioni.

Bisogna recuperare al più presto il tempo perso, perché oltre al dramma di chi è nel mondo del lavoro, esistono almeno due generazioni di giovani condannati alla precarietà lavorativa a cui viene negato l’espressione della propria identità, con questo rinunciando al contributo della creatività e del talento che essi potrebbero esprimere anche in ambito culturale. La cultura non può essere vista come un’appendice, ma come parte sostanziale e imprescindibile della nostra qualità di vita.

In questi anni, non abbiamo fatto altro che assistere ad un erosione dei servizi pubblici, con ricadute sui nostri territori, crediamo che l’Europa sia quella della cultura del welfare, della solidarietà non quella che si piega esclusivamente ai mercati finanziari. Questa è la buona spesa pubblica e per tanto va tutelata, garantendo un’istruzione e una sanità che non solo siano garantite ma possano aspirare a tornare ad essere fra le migliori d’Europa.

Mi impegno perché torni protagonista la buona politica, quella fatta quotidianamente e con fatica, senza clamori, fedele ai valori e alla moralità.

Credo che la politica nazionale debba tornare a rappresentare i territori, dando risposte e costruendo il futuro. Occorre dare una voce nuova a territori che a lungo, senza rappresentanza.

0 Responses to “Ora pensiamo alle cose da fare”


andrea simone
2 gennaio 2013 Rispondi

Vorrei che venisse acceso un “faro” sulla attuale pressione fiscale sul lavoro, sul sistema di pensioni integrative che è “penalizzante” per chi oggi ha sottoscritto un piano previdenziale per investire sul suo futuro, e ripensare in quali settori economici andare a sostenere … come nelle altre regioni europee.

Terrasi René
2 gennaio 2013 Rispondi

PER LAVORO DI QUALITA’

LIBERALIZZAZIONE DELLE PROFESSIONI PER FACILITARE L’ACCESSO DEI NEOLAUREATI E SGRETOLARE LE CASTE, REGOLAMENTAZIONE DEGLI ORDINI PROFESSIONALI PER LEGGE

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