Eternit: la dolorosa ma necessaria via per la giustizia

11 years ago by in Ambiente, Amianto, Città di Casale Monferrato Tagged: , , , , ,

E’ trascorso esattamente un anno da quando il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino ha emesso la sentenza del Processo Eternit. La sentenza aveva qualcosa di storico e decisivo, non solo perché si è trattato del più grande processo penale in Italia e nel mondo per le morti d’amianto, ma perché riconosce e punisce il disastro doloso e l’omissione dolosa di misure antinfortunistiche.

Nelle motivazioni della condanna a carico di Schmidheiny e De Cartier, ritenuti colpevoli si legge: “hanno cercato di nascondere e minimizzare gli effetti nocivi per l’ambiente e le persone derivanti dalla lavorazione dell’amianto pur di proseguire nella condotta criminosa intrapresa, facendo così trasparire un dolo di elevatissima intesità’.

Oggi si apre l’Appello per lo stesso procedimento.

Si tratta di un ulteriore passo, doloroso, ma necessario nel percorso della giustizia per una battaglia battaglia che, iniziata sindacalmente, è divenuta coscienza civile.

Lo spirito con cui intere comunità si stringono e parteciperanno costantemente seguendo l’iter giudiziario è lo stesso di sempre: perseguire la via della giustizia per ribadire ancora una volta che la produzione e il lavoro non sono merci e che la salute e l’ambiente non sono barattabili economicamente.

Una volta ancora occorrerà ribadire con forza che le motivazioni che portarono alla condanna dei due imputati in primo grado, cioè che se il lavoro non è merce,la sua sicurezza, il suo valore la sua dignità sono limiti invalicabili, non disponibili per il profitto e per la competizione.

Casale Monferrato con la vicenda Eternit è divenuta un paradigma non solo nazionale, su come non vi possa essere ricatto tra salute e lavoro, tra sviluppo e ambiente. Allo stesso tempo su come si sia creata una forte cultura del recupero ambientale, della bonifica e come su questo terreno vi sia ancora molto da fare nell’intero Paese.

La tragica esperienza delle migliaia di vittime dell’amianto, che fossero lavoratori o meno, il dolore dei famigliari lancia un messaggio chiaro sulle scelte che responsabilmente occorrerà adottare quando vogliamo immaginare e programmare il futuro.

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