Lavagno (SEL) : Contrastare la precarietà giovanile è atto di giustizia

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Con questo emendamento chiediamo di sopprimere alcuni commi che intervengono a modificare in parte, ma in maniera sostanziale, tipologie di contratto di lavoro a tempo determinato, intermittente o a progetto o accessorio.

Ci appare che fosse difficile in materia di lavoro fare peggio della «riforma Fornero» e, invece, si interviene proprio in uno dei pochi aspetti laddove la riforma tendeva, seppure timidamente, a contrastare la precarietà.

Più in generale, segnaliamo come si può creare uno spiazzamento tra le agevolazioni previste per assunzioni aggiuntive a tempo indeterminato di giovani e queste misure che, invece, invogliano le imprese a continuare ad approfittare delle forme precarie piuttosto che impegnarsi in programmi di occupazione stabile.

 

 

Nello specifico, con questo emendamento chiediamo: di eliminare il rafforzamento della casualità del tempo determinato e l’allentamento della disciplina del lavoro accessorio, il cui unico limite, ormai, pare essere quello dell’ammontare economico con il rischio, già verificatosi, di sostituzione di lavoratori con contratti stabili con persone retribuite attraverso il metodo del voucher; l’allungamento del numero delle giornate in un anno in cui si può fare ricorso al lavoro intermittente; la possibilità di stipulare contratti a progetto per attività ripetitive ed esecutive.

Ora ci sembra importante, in un decreto che ha l’ambizione di favorire l’occupazione giovanile, che queste tematiche siano portate e abbiano l’attenzione necessaria almeno dell’Aula, visto che nelle Commissioni non è stato possibile perché non hanno avuto questa attenzione, proprio perché in un Paese in cui la precarietà si riversa soprattutto sulle fasce più giovani in qualche modo queste fasce più giovani chiedono giustizia rispetto a queste tematiche

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