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	<title>Fabio Lavagno &#187; Parchi</title>
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		<title>Ok a ddl parchi: in arrivo 30 milioni per aree protette</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 12:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Attività Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Parchi]]></category>
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		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma Aree Protette]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Con 249 voti a favore, 115 contrari e 32 astenuti, la camera dei deputati ha approvato il testo di modifica alla legge 394/91. il ddl ora torna al senato per l&#8217;ok definitivo.<span id="more-11646"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong> Aree protette, cosa prevede la nuova legge:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I parchi nazionali comprendenti aree marine protette sono classificati come parchi nazionali con estensione a mare cui si applicano, per la parte marina, le disposizioni di legge relative alle aree marine protette. Si stabilisce che dal 1 gennaio 2018, le riserve statali che già ricadono o che vengano a ricadere all’interno di un parco nazionale o di un parco regionale, saranno affidate ai relativi enti gestori. All’Ispra viene assegnato il compito di supporto tecnico-scientifico, di monitoraggio, di controllo, di ricerca in materia di aree naturali protette, biodiversità e protezione dell’ambiente marino e costiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i punti qualificanti inseriti nel corso dell’esame in Commissione Ambiente alla Camera c’è l’istituzione di un Sistema nazionale delle aree naturali protette costituito dai parchi nazionali e regionali, dalle riserve naturali, dalle aree marine e dalle aree naturali protette, e di un Piano nazionale triennale di sistema uno strumento di programmazione nazionale finanziato da 30 milioni per gli anni 2018-2020 e da cofinanziamenti regionali da destinare, almeno al 50%, ai parchi regionali e alle aree marine protette. Inoltre è stato chiarito che &#8220;nel territorio dei parchi e nelle aree contigue sono vietate le attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi&#8221;. La normativa attuale vieta l’estrazione di minerali, dunque con questo emendamento è stata chiarita definitivamente la disciplina relativa all’estrazione degli idrocarburi nelle aree protette, estendendola anche alle &#8220;aree contigue&#8221;, fatti salvi  i permessi estrattivi già concessi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Governance</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tempi certi per nomina presidenti parchi: tempi certi per l’elezione del Presidente del parco, che  sarà scelto nell’ambito di una terna proposta dal ministro  dell’Ambiente. La terna viene presentata ai presidenti delle  Regioni o delle Province autonome interessate. Se dopo 15  giorni non viene raggiunta una intesa, sentite le commissioni parlamentari competenti, il ministro dell’Ambiente provvede comunque alla nomina del presidente. La carica di presidente di parco nazionale diventa  incompatibile con qualsiasi incarico elettivo nonché con incarichi negli organi di amministrazione degli enti  pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio direttivo: nel corso dell’esame alla Camera è stato ripristinata la norma per cui il Consiglio direttivo dell’Ente parco è formato da otto componenti (il Senato aveva introdotto una composizione variabile), scelti tra persone qualificate nella conservazione della natura o nella gestione delle aree protette o tra i rappresentanti della Comunità del parco. La novità introdotta alla Camera è che entrano nel consiglio direttivo degli enti parco nazionali un rappresentante delle associazioni scientifiche e uno degli agricoltori o dei pescatori, per orientare le attività economiche locali verso la sostenibilità. Per la prima volta negli organi direttivi deve essere &#8220;tenuta in considerazione la rappresentanza di genere&#8221;, visto che nei 23 parchi nazionali oggi solo un presidente e due direttori sono donne e su ben 230 membri dei consigli direttivi solo 14 sono donne, appena il 6%.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Istituzione di aree marine protette</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Viene modificata la disciplina relativa all’istituzione di aree marine protette (AMP), attraverso una riscrittura integrale dell’art. 18 della L. 394/91. Tra le novità più rilevanti l’introduzione di una procedura più articolata per l’istituzione delle AMP. Con riferimento alla nuova procedura, nel corso dell’esame in sede referente sono state precisate le modalità e i soggetti competenti all’effettuazione dello studio preliminare sugli aspetti ambientali e socio-economici dell’area, allo scopo di fornire le informazioni per la valutazione dell’effettiva necessità di istituzione dell’AMP, precisando che l’ISPRA cura l’istruttoria tecnicoscientifica anche avvalendosi delle altre componenti del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (SNPA).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ai parchi 5×1000 e destinazione beni confiscati</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È stato previsto che a  decorrere dal 2017 gli enti di gestione delle aree protette possano beneficiare del 5 per mille e che possano essere  destinatari dei beni confiscati alle mafie. Nel corso dell’esame alla Camera è stata inserita una norma che permette loro l’affidamento in concessione dei beni demaniali presenti nel territorio dell’area protetta. Essi possono inoltre far pagare un biglietto d’ingresso per i servizi offerti, vendere la fauna selvatica catturata o abbattuta nella legalità, stipulare contratti di sponsorizzazione e accordi di collaborazione e concedere a pagamento il proprio marchio, ad esempio per i prodotti tipici locali che soddisfino i requisiti qualità e di sostenibilità ambientale.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Inasprite le sanzioni</strong></p>
<p style="text-align: justify;">il Senato ha inasprito le sanzioni in tema di violazioni e di regole all’interno dei parchi, alla Camera un emendamento ha escluso le sanzioni previste dalla legge quadro sulle aree protette dall’applicazione dell’articolo 131-bis del codice penale sulla esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Nuove aree protette</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vengono istituiti i Parchi nazionali del Matese e di Portofino,  si delega il Governo ad adottare un decreto legislativo per l’istituzione di un unico Parco del Delta del Po, vengono ridenominate  le aree marine di reperimento di Capo d’Otranto e di Capo Spartivento. Viene previsto che l’istituzione di parchi e riserve marine nelle aree marine di reperimento debba avvenire sulla base delle indicazioni del programma triennale per le aree protette marine e si precisa che per il Parco nazionale dello Stelvio si provvede in conformità a quanto prevede l’intesa dell’11 febbraio 2015 sull’attribuzione di funzioni statali e relativi oneri finanziari. Viene inoltre modificata la collocazione delle sedi legale e amministrativa del Parco nazionale Gran Paradiso, attualmente situate, rispettivamente, a Torino ed Aosta, prevedendone il trasferimento in due distinti comuni del Parco: uno del versante piemontese (per la sede legale) ed uno del versante valdostano (ove sarà invece collocata la sede amministrativa). Infine un articolo inserito nel corso dell’esame in sede referente affida al Ministero dell’ambiente, d’intesa con la Conferenza delle regioni, il compito di provvedere alla promozione della Convenzione degli Appennini per la tutela e la valorizzazione della catena appenninica, all’individuazione delle modalità operative per le attività e gli interventi previsti dal progetto APE (Appennino parco d’Europa), nonché per la sua valorizzazione in sede europea.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Altra novità</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’eliminazione delle esercitazioni militari dalle attività che dovranno essere disciplinate dal regolamento del parco, che dovrà disciplinare invece il sorvolo non autorizzato di velivoli e droni (che dunque non sarà più espressamente vietato, come prevede la legge attuale). Viene anche previsto il coinvolgimento del Ministero della difesa nella procedura per l’istituzione del parco nazionale o della riserva naturale statale in cui siano ricompresi siti militari.</p>
<p style="text-align: justify;">Il divieto, nelle aree dei parchi, di esercitare la pratica dell’eliski e di praticare lo sci fuori pista. Un articolo introdotto nel corso dell’esame in Commissione prevede un rinvio ad un regolamento del MIPAAF per l’applicazione del divieto di immissione di cinghiali su tutto il territorio nazionale previsto dal cd. collegato ambientale.</p>

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			<a class="wpb_button_a" title="Testo DDL" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2017/06/Modifiche-alla-legge-6-dicembre-1991-n.-394-e-ulteriori-disposizioni.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Testo DDL <i class="icon"> </i></span></a>

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		<title>Carta della natura: il Piemonte non rispetta nemmeno le proprie leggi?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 19:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Carta della Natura]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">Domani,  29 giugno 2012 scade il termine ultimo per l’adozione della Carta delle Natura da parte della regione Piemonte e nulla è stato concluso! <img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" />Natura e Cultura sono i due grandi patrimoni che contraddistinguono il nostro Paese. Il Piemonte in particolare è considerato un “hotspot” ovvero uno dei punti caldi di biodiversità  (e quindi importanti) della terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dettato normativo  sulle aree protette (Legge Regionale 29 giugno 2009 n. 19), a tutela del patrimonio naturale piemontese prevede  all’Art. 3 comma 2 che <em>Entro tre anni dall&#8217;entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, di concerto con le province, adotta la carta della natura regionale che è approvata dal Consiglio regionale nel rispetto delle procedure previste, per gli strumenti della pianificazione territoriale regionale, dalla vigente legislazione in materia urbanistica e territoriale. </em>Ma, come si poteva supporre, non c’è alcun atto a tale riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“ La Carta della Natura è un fondamentale strumento di conoscenza e monitoraggio dello stato dell&#8217;ambiente naturale del Piemonte. –</em>ricorda <strong>Vanda Bonardo</strong> responsabile Ambiente di SEL Piemonte<em>.-La realizzazione di questo strumento di conoscenza rappresenta un’opportunità per metterci al passo con molti altri paesi del mondo sviluppato, dotando così le istituzioni di un sistema di raccolta, valutazione, elaborazione delle conoscenze.” </em></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre  a fornire fondamentali informazioni sul patrimonio naturale delle aree protette, permette di conoscere  tutte quelle emergenze naturalistiche  al di fuori del sistema dei parchi, attualmente  ignorate dai più. La Carta  è anche indispensabile per gli amministratori per quel che concerne la pianificazione territoriale .<span id="more-4402"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>

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			<p style="text-align: justify;">Ha dell’incredibile  l’atteggiamento di  questa Giunta tanto attenta alle istanze liberiste  dei pochi , quanto indifferente  al bene comune. Anche la   Rete Ecologica Regionale, parte  fondamentale della Carta, avviata  attraverso un altro strumento ( Piano Paesaggistico Regionale) pare  sia percepita più come un inciampo che come un aiuto al territorio. Attualmente non è dato sapere dove si sia arenata.  Quasi che  non si voglia in alcun modo dare cogenza e quindi vincoli da rispettare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’applicazione  della normativa  avrebbe anche il pregio di favorire e sostenere la ricerca scientifica offrendo occasioni lavorative per giovani  naturalisti, forestali, zoologi, botanici, geologi, geometri, architetti</em>.- Dichiara <strong>Fabio Lavagno</strong> Coordinatore Regionale di SEL <em>  &#8211; Nuove e qualificate  professionalità  per i giovani piemontesi che il pubblico, per il ruolo che gli compete, avrebbe il dovere di sostenere anziché snobbare con autosufficienza</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Un elemento questo della Carta che si aggiunge ad un quadro preoccupante  rilevato   da SEL Piemonte   in più occasioni, dal recente seminario sui parchi, alla manifestazione dei sindacati. “<em>Ribadiamo la netta percezione che volutamente, in tempi brevi, con la scusa della crisi, si vada  verso una sorta di dismissione silenziosa di un sistema. </em>- Concludono <strong>i dirigenti di SEL- </strong><em>Un segnale di scarsa lungimiranza di questa Giunta non solo inadempiente e inconcludente  ma anche poco accorta . Assolutamente incapace di comprendere che in questo modo si perderà un’importante occasione di sviluppo e  si contribuirà solamente alla crescita della crisi invece che del PIL e del benessere!”</em></p>

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		<title>Aree protette: la Regione Piemonte verso la sistematica demolizione</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 09:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Cota]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">La politica delle aree protette piemontesi, condotta dalla Giunta Cota, ci preoccupa molto. La netta percezione è che, volutamente in tempi brevi, con la scusa della crisi, si vada verso una sorta di dismissione silenziosa di un sistema che, <img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" />pur avendo bisogno di una revisione, tutto merita tranne la sdegnosa trascuratezza da parte delle istituzioni e della politica .</p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema che in trent’anni di vita ha contribuito a tutelare e far conoscere il meglio del Piemonte in Italia e non solo. Qui sono nati progetti di alto valore scientifico , riconosciuti in tutto il mondo (dalla Banca del Germoplasma al Progetto Lupo, monitoraggi aria, acqua e molto altro), insieme a importanti progetti di promozione dello sviluppo locale e di educazione ambientale per centinaia di migliaia di studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>I segni del decadimento sono piuttosto evidenti</em> – commenta Vanda Bonardo responsabile Ambiente di SEL Piemonte - <em>la banalizzazione del ruolo dei parchi, il commissariamento come logica conseguenza dei criteri scelti per l’elezione dei presidenti, l’assenza di rappresentanze ambientaliste, il blocco delle politiche di sistema, l’oblio di strumenti fondamentali quale la Carta della Natura. Più di tutto il resto è emblematico il cappio messo al collo degli enti. L’inaudito taglio alle risorse e al personale appare oggi in tutta la sua evidenza: una vera e propria condanna a morte.”<span id="more-4397"></span></em></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;">Per un buon funzionamento del sistema regionale servirebbero una trentina di milioni di Euro all’anno. L’assessore Casoni ha dichiarato un finanziamento di 20 milioni per il 2012, a conti fatti, però, il totale stanziato ammonta a solo 13 milioni. Tale cifra assolutamente inidonea per il mantenimento dell’esistente (ivi compresi i posti di lavoro) , inaccettabile da tutti i punti di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Sinistra Ecologia Libertà intende sostenere la vertenza aperta dei sindacati con la manifestazione del 26 giugno.</em> – conclude Fabio Lavagno Coordinatore Regionale di SEL - <em>Per SEL è indispensabile porre sempre più al centro non solo delle politiche ambientali, ma anche di quelle territoriali ordinarie, la questione delle aree protette , della conservazione della natura, dei posti di lavoro ad esse correlati e del rapporto con le popolazioni come modello per una gestione diversa del territorio e dello sviluppo. Un impegno politico affinché al più presto abbia fine la mortificazione che oggi stanno vivendo i parchi e con essi gli operatori e i tanti cittadini che credono nella protezione ambientale.</em>”</p>

		</div> 
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