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	<title>Fabio Lavagno &#187; acqua pubblica</title>
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		<title>Ddl acqua, via libera alla Camera</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2016 16:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">Dopo la proposta di legge di iniziativa popolare presentata nel 2007 e il referendum del 2011, la Camera ha approvato la legge che definisce i princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque riportando il tema all’interno dell’ordinamento europeo.<span id="more-10344"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cuore della legge è la definizione dell&#8217;acqua come bene naturale e diritto umano universale. In quanto tale:</strong></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>il diritto all’acqua potabile di qualità e ai servizi igienico-sanitari deve essere garantito senza interruzioni;</li>
<li>l’acqua è un bene comune e tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili;</li>
<li>l’acqua costituisce una risorsa che è salvaguardata e utilizzata secondo criteri di efficienza e solidarietà, responsabilità e sostenibilità;</li>
<li>l’erogazione giornaliera per l’alimentazione e l’igiene umana, in quanto diritto umano universale, si basa sul quantitativo minimo vitale gratuito di 50 litri giornalieri che viene garantito anche in caso di morosità;</li>
<li>l’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto all’uso per l’agricoltura e per l’alimentazione animale; per tutti gli altri usi è favorito l’impiego dell’acqua di recupero.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il servizio idrico integrato può essere affidato anche in via diretta a favore di società interamente pubbliche in possesso dei requisiti prescritti dall&#8217;ordinamento europeo e, per quanto riguarda il finanziamento del servizio,  le norme stabiliscono che sia finanziato dalla tariffa del servizio stesso, dalle risorse nazionali nonché dalle risorse europee destinate alla realizzazione delle opere necessarie ad assicurare i livelli essenziali su tutto il territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il provvedimento passa ora al Senato per l’approvazione definitiva.</strong></p>

		</div> 
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			<a class="wpb_button_a" title="Testo DDL" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/Princìpi-per-la-tutela-il-governo-e-la-gestione-pubblica-delle-acque.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Testo DDL <i class="icon"> </i></span></a>

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			<a class="wpb_button_a" title="Dossier" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/Dossier-princìpi-per-la-tutela-il-governo-e-la-gestione-pubblica-delle-acque.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Dossier <i class="icon"> </i></span></a>

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		<title>Referendum: temi importanti e cruciali per il Paese</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 18:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">Consideriamo positiva la decisione della Corte Costituzionale di ammettere i referendum sull&#8217;acqua pubblica e nucleare. Si tratta di temi importanti e cruciali per il futuro del nostro Paese e dei nostri territori.<img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il vasto schieramento di movimenti, forze sociali, associazioni che, in forma larga e diffusa hanno condotto le campagne di raccolta firme, rappresentano uno strumento di mobilitazione e partecipazione democratica fondamentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema dell&#8217;acqua, in particolare, ha dimostrato come sulla qualità e la gestione di questo bene i cittadini siano attenti e sensibili. Lo svolgimento dei referendum sull’acqua bene comune rappresenta una straordinaria occasione per cambiare l’agenda politica liberista che in questi anni ha privatizzato la gestione delle risorse idriche nel nostro Paese, cosi’ come il referendum sul nucleare potra’ costituire un utile strumento per aprire finalmente una discussione pubblica sulla riconversione ecologica dell’economia e del modello energetico.<span id="more-2638"></span></p>
<p style="text-align: justify;">

		</div> 
	</div>  
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element ">
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			<p style="text-align: justify;">Si tratta di questioni importantissime su cui non è possibile transigere, ora che il risultato dell&#8217;ammissione dei referendum è stato raggiunto continueremo a fare campagne di sensibilizzazione, perché l’attenzione su questi temi continui a essere tenuto alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fabio Lavagno – Coordinatore Regionale Sinistra Ecologia Libertà</p>
<p style="text-align: justify;">Domenico Priora – Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà</p>

		</div> 
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		<title>L&#8217;acqua è un diritto. La privatizzazione ce la toglie, fermiamoli!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 12:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">Torniamo in piazza per <strong>difenderci dalla privatizzazione di</strong> <strong>un bene primario come l&#8217;acqua. </strong>L&#8217;iniziativa che si svolgerà in molte città dell&#8217;Italia sabato 4 dicembre  a Casale Monferrato è organizzata dal Comitato in difesa dell&#8217;acqua pubblica  in Piazza Santo Stefano.<img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></p>
<p style="text-align: justify;">La nostra battaglia non è solo di resistenza contro una cinica e neoliberista visione della realtà, perché abbiamo rilanciato una serie di possibilità che tracciano un&#8217;alternativa possibile alla gestione del servizio idrico: la <strong>creazione di enti di diritto pubblico che garantiscano la collettività dalle speculazione delle multinazionali e dei poteri forti di casa</strong> nostra sostenuti in maniera bipartisan; ma anche la prospettiva di <strong>un nuovo pubblico non statalista</strong> che faccia della<strong>partecipazione dei cittadini e dei lavoratori</strong> le gambe su cui muoversi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma soprattutto che venga garantita la ripubblicizzazione dell&#8217;acqua e che venga garantito un diritto di tutti noi!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo innanzitutto la <strong>moratoria</strong> <strong>sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi”</strong>, ovvero <strong>lo</strong> <strong>stop immediato della messa a gara dei diversi servizi idrici, e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo almeno fino a quando i cittadini e le cittadine non si saranno potute esprimere attraverso un <strong>referendum che 1.400.000 persone hanno chiesto che venga realizzato</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Chiediamo da subito che la consultazione venga comunque effettuata entro, e non oltre, il 2011</em></strong>.<span id="more-2570"></span></p>
<p style="text-align: justify;">

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Per questa battaglia è necessario </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">l&#8217;impegno e l&#8217;attivazione di tutti e di tutte per poter garantire la forza, la partecipazione e l&#8217; indipendenza</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> di un percorso che difende un bene comune fondamentale per la vita.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vinciamo insieme i referendum !</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;acqua è un diritto. La privatizzazione ce la toglie. Fermiamoli.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Il <strong>COMITATO PER L&#8217;ACQUA PUBBLICA di Casale Monferrato</strong> raccoglie <strong>l&#8217;adesione di molte associazioni</strong> (<em>Circolo del manifesto, Circolo Arci Pantagruel, Equazione, Monferrato Pulito, Auser Casale Monferrato, Circolo Verdeblu Legambiente, Slow Food Condotta del Monferrato casalese, Il Paniere, Cooperativa sociale SENAPE, Associazione di promozione sociale &#8220;Asini si nasce&#8230;e io lo nakkui&#8221; di Serralunga di Crea, Associazione culturale E. Berlinguer, Collettivo Teatrale</em> ) ed <strong>è sostenuto da Sinistra Casalese</strong> (<em>Sinistra Ecologia Libertà e Federazione della Sinistra</em>).</p>

		</div> 
	</div>
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		<title>Referendum acqua: 1 milione di firme e tante anche a Casale</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 19:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">Sono oltre 1 milione le firme che sono state raccolte in Italia a favore dei referendum per l&#8217;acqua pubblica. Per dirle con le parole di Ugo Mattei, uno degli estensori dei quesiti referendari: “Nel nostro Paese nessun altro referendum ha raccolto tanto”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole di Ugo Mattei, che il Comitato per l&#8217;acqua pubblica di Casale, ha ospitato in un partecipato incontro la settimana scorsa, sono indicative di una raccolta firme capillare che anche nel nostro territorio ha avuto ottimi risultati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comitato per l&#8217;acqua pubblica di Casale si è costituito nelle settimane scorse raccogliendo l&#8217;adesione di molte associazioni (Circolo Amici del manifesto, Circolo Arci Pantagruel, Equazione, Monferrato Pulito, Auser Casale Monferrato, Circolo Verdeblu Legambiente, Slow Food Condotta del Monferrato casalese, Il Paniere, Cooperativa sociale SENAPE, Associazione culturale E. Berlinguer, Collettivo Teatrale ) ed è stato sostenuto da Sinistra Casalese (Sinistra Ecologia Libertà e Federazione della Sinistra).</p>
<p style="text-align: justify;">A Casale sono state raccolte più di 600 firme in soli 4 giorni di presenza di banchetti del comitato.</p>
<p style="text-align: justify;">“Questo dato – afferma Vittorio Giordano, a nome del Comitato e di Sinistra Casalese – conferma che il tema dell&#8217;acqua, della sua qualità e della sua gestione sono temi molto sentiti anche dai casalesi. Si tratta di questioni importantissime su cui non è possibile transigere, ora che l&#8217;obiettivo delle firme necessarie alla presentazione dei quesiti referendari è stato raggiunto continueremo a fare campagne di sensibilizzazione, perché l&#8217;attenzione su questo tema continui a essere tenuto alto”</p>
<p style="text-align: justify;">
<span id="more-2314"></span></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Tra le iniziative volte a tenere alta l&#8217;attenzione sul tema acqua pubblica è anche l&#8217;ordine del giorno presentato da Fabio Lavagno, Consigliere di Sinistra Casalese, in cui si richiede  la formulazione, all’interno dello Statuto Comunale che definisca il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Con tale operazione, il Comune di Casale Monferrato avrebbe potestà di decidere quale forma gestionale intende adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, principio riconosciuto dalla normativa vigente anche in ambito dell’Unione Europea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’inserimento nello Statuto del Comune della formulazione che, nella sostanza, si basa sul riconoscimento che l’acqua è un bene comune naturale finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi – spiega Fabio Lavagno – pone l’esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, e considera il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Inoltre l’ordine del giorno tende a valorizzare e promuovere uso dell’acqua pubblica, proseguendo un percorso virtuoso iniziato già negli anni scorsi con l’introduzione dell’acqua in brocca nelle mense scolastiche di Casale.”</em></p>

		</div> 
	</div>
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		<title>Ordine del Giorno per l&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 11:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo <a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/decreti/09135d.htm">15 del D.L. 135/09</a>, approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati il 19 Novembre 2009, introduce alcune alla precedente normativa e muove passi ancora più decisi verso la <strong>privatizzazione dei servizi idrici </strong>e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l’obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale privato non inferiore al 40%.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale provvedimento sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati.</p>
<p style="text-align: justify;">Su queste basi è partita un&#8217; ampia mobilitazione di associazioni e forze politiche, che hanno promosso una <strong>campagna per la raccolta di firme e la presentazione di quesiti referendari a difesa dell&#8217;acqua pubblica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche a Casale la mobilitazione sostenuta <em>in primis</em> da <strong>Sinistra Casalese</strong> ha avuto ampio riscontro e partecipazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Parallelamente al percorso referendario <strong>Fabio Lavagno</strong>, Consigliere di Sinistra Casalese, promuove, attraverso la presentazione di un ordine del giorno, la formulazione, all&#8217;interno dello Statuto Comunale che definisca <strong>il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica</strong>. <span id="more-2259"></span></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Con tale operazione, il Comune di Casale Monferrato avrebbe potestà di decidere quale forma gestionale intende adottare per la gestione del servizio idrico in quanto servizio privo di rilevanza economica, principio riconosciuto dalla normativa vigente anche in ambito dell&#8217;Unione Europea.</span></p>
<p style="text-align: justify;">“<em>L’inserimento nello Statuto del Comune della formulazione che, nella sostanza, si basa sul riconoscimento che l’acqua è un bene comune naturale finito, indispensabile all’esistenza di tutti gli esseri viventi </em>– spiega Fabio Lavagno – <em>pone l&#8217;esigenza di tutelare il pubblico interesse allo svolgimento di un servizio essenziale, e considera il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Inoltre l&#8217;ordine del giorno tende a valorizzare e promuovere uso dell&#8217;acqua pubblica, proseguendo un percorso virtuoso iniziato già negli anni scorsi con l&#8217;introduzione dell&#8217;acqua in brocca nelle mense scolastiche di Casale.&#8221;</em></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="margin: 12px auto 6px auto; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; -x-system-font: none; display: block;"><a style="text-decoration: underline;" title="View Ordine del Giorno Acqua Pubblica on Scribd" href="http://www.scribd.com/doc/38952040">Ordine del Giorno Acqua Pubblica</a></p>
<p><iframe id="doc_3178" src="http://www.scribd.com/embeds/38952040/content?start_page=1&amp;view_mode=scroll" height="600" width="100%" frameborder="0" scrolling="no" data-auto-height="false" data-aspect-ratio="undefined"></iframe></p>

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		<title>Comitato a difesa dell&#8217;acqua pubblica di Casale</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 11:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">Il Comitato a difesa dell&#8217;acqua pubblica di Casale che si è costituito nelle settimane scorse ed organizza martedì 15 giugno presso il salone Tartara una sera di informazione sulle ragioni della difesa dell&#8217;acqua come bene pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla serata interverrà Ugo Mattei, professore di Diritto civile presso l’Università di Torino, tra gli estensori dei tre quesiti referendari sui quali si stanno, con straordinario successo, raccogliendo le firme ormai da settimane.<span id="more-2254"></span></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Fanno parte del Comitato per la difesa dell&#8217;acqua pubblica fanno parte: Circolo Amici del manifesto, Circolo Arci Pantagruel, Equazione, Monferrato Pulito, Auser Casale Monferrato, Circolo Verdeblu Legambiente, Slow Food Condotta del Monferrato casalese, Il Paniere, Cooperativa sociale SENAPE, Associazione culturale E. Berlinguer, Collettivo Teatrale ed è sostenuto da Sinistra Casalese</span></p>

		</div> 
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		<title>Raccolta firme per l&#8217;acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 14:01:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">E’ partita il 24 aprile la raccolta di firme per i tre referendum per la difesa dell’acqua pubblica, raccolta promossa dal Forum nazionale dei movimenti per l’acqua pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre espresso la mia contrarietà alla privatizzazione dell&#8217;acqua che va difeso come bene comune, pertanto sostengo la raccolta firme per i tre quesiti referendari e sabato pomeriggio sarò in Piazza Mazzini presso il presidio di Sinistra Casalese, per garantire come Consigliere Comunale l&#8217;autentica delle firme.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli anni scorsi come Assessore alla Pubblica Istruzione avevo promosso l&#8217;introduzione dell&#8217;acqua in brocca nelle mense delle scuole di Casale e nel periodo in cui ho ricoperto la carica di Vice-Presidente dell&#8217;A.T.O. del servizio idrico integrato mi ero opposto ai continui tentativi di minare la qualità del servizio sottraendolo al pubblico.<span id="more-2169"></span></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Eco cosa propongono i tre referendum.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum n.1 intende abolire la norma che impone la privatizzazione dei servizi pubblici locali (art. 23bis Legge 133 del 2008</p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum n.2 chiede l’abolizione della norma che favorisce la gestione privata delle risorse idriche (art. 150 Decr. leg. 152 del 2006)</p>
<p style="text-align: justify;">Il referendum n.3 sostiene l’abolizione della norma che permette ai gestori privati di fare profitti sull’acqua, con l’applicazione di tariffe che consentono una remunerazione minima del 7% del loro investimento (art. 154 del Decr. leg. 152 del 2006).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acqua è un diritto umano universale e un bene comune da conservare per le future generazioni, non una merce da consegnare in mano ai privati.</p>

		</div> 
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		<title>La questione dell’acqua</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 16:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;"><strong>di Kandebù</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Laudato si&#8217;, mi Signore, per sor&#8217;Acqua.<br />
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>(Francesco d’Assisi)</em></p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<p style="text-align: justify;">Ci inquieta non poco il diffuso disinteresse che l’opinione pubblica sembra dimostrare circa la questione della privatizzazione dell’acqua. Grande responsabilità compete alla maggioranza dei mezzi d’informazione che &#8211; più o meno interessatamente &#8211; non hanno informato a sufficienza i cittadini sulle inevitabili conseguenze sociali e politiche della legge imposta agli italiani dal Governo di centro destra.<img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" />Tuttavia ci turba persino di più il fatto che la sinistra cosiddetta istituzionale non si sia opposta abbastanza decisamente contro questa legge, né in Parlamento né mobilitando la gente che intende rappresentare. E’ come se addirittura le fossero mancate le parole per capire e dire che la privatizzazione dell’acqua realizza un progetto aggiornato del potere economico, quello di trarre plusvalore anche dalla nuda vita dell’uomo. Sembra, la sinistra istituzionale, non avere gli strumenti culturali per accorgersi come da tempo il potere economico sta trasformandosi in biopotere globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrano restare solo i movimenti spontanei dei cittadini più consapevoli e le scarse e disperse truppe della sinistra alternativa a rendersi conto che nella questione dell’acqua si annodano epocali contraddizioni socio-economiche, storiche e antropologiche.</p>
<p style="text-align: justify;">PRIMA CONTRADDIZIONE.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Il libero mercato garantisce prezzi inferiori e qualità superiore delle merci”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Tante volte abbiamo sentito ripetere il mantra liberistico che ha finito per esserne plagiata la maggior parte dei cittadini, Bersani compreso.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure non è difficile accorgersi che è vero proprio il contrario: la concorrenza produce la scomparsa dal mercato dei soggetti meno pre-potenti (forse quelli che più garantirebbero la diversificazione dell’offerta) cosicché finiscono per prevalere solo i cartelli o il monopolio multinazionale. In più l’esperienze in atto di privatizzazione dell’acqua, per esempio a Latina, hanno prodotto già da subito l’aumento dei prezzi e la riduzione della fruizione del servizio per i cittadini più deboli. Né questa conseguenza può apparire inaspettata se consideriamo che lo speculatore privato riversa sulla collettività gli oneri monetari e sociali che gli procurano profitto. Così il consumatore subirà tariffe più alte e minori controlli sulla qualità dell’acqua, così il lavoratore sarà costretto a condizioni di maggior sfruttamento…</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo viene imposto oggi agli italiani mentre altrove &#8211; a Parigi ma non solo lì &#8211; si sta tornando alla gestione sociale dell’acqua dopo avere sperimentato le magnifiche sorti e progressive della privatizzazione!<span id="more-1923"></span></p>

		</div> 
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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">SECONDA CONTRADDIZIONE.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Non esiste alternativa alla logica del profitto perché il capitalismo è l’unica società possibile”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Può darsi, ma solo perché abbiamo rinunciato a pensare che il capitalismo non è  l’unico mondo possibile e a ricordare che storicamente esso si è imposto non in ragione di leggi naturali necessarie ma in conseguenza di soprusi di pochi violenti verso la moltitudine. Se ripensassimo alle radici storiche della società odierna non faremmo fatica a riconoscere nella privatizzazione dell’acqua la replica di un antico furto: la recinzione delle terre di uso comune. Oggi, come in un déjà-vu, ci tocca assistere alla perdita dell’acqua come bene comune e alla sua trasformazione in merce alienata. E neppure questo è un evento inedito del nostro tempo: qualcosa di analogo è già recentemente accaduto per le frequenze radio, per il DNA delle sementi e dell’uomo… e già si sta preparando la privatizzazione dello spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">TERZA CONTRADDIZIONE.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“I nostri simboli sono irrinunciabili per la nostra identità di civiltà occidentale”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Certo dei simboli non possiamo fare a meno perché sono il ponte che il nostro pensiero getta tra il passato vissuto dai nostri padri e il futuro immaginato per i nostri figli.</p>
<p style="text-align: justify;">L’acqua, da quando ne abbiamo memoria, è sempre stata simbolo di vita per la nostra civiltà. Sarà perché siamo per due terzi acqua e senza di essa non possiamo sopravvivere a lungo; sarà perché con l’acqua purifichiamo materialmente e ritualmente sia il nostro corpo sia il nostro spirito.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile quindi immaginarne e giustificarne uno sfruttamento economico privato se non rinunciando alla parte più nobile della nostra identità, compresa quella cristiana (imbarazzante per chi crede &#8211; ma non solo per lui &#8211; celebrare nel crocifisso il segno di un potere temporale e ignorare in esso il simbolo di un’umanità sofferente che ha e avrà sempre più sete!).</p>
<p style="text-align: justify;">In ultimo, ma non per importanza, dobbiamo ricordare a noi stessi e ai più giovani che ancora non c’erano come reagimmo all’inquinamento del nostro acquedotto. Allora ci sentimmo tutti oggetto di  un crimine odioso da parte dell’avidità privata. Questo perché sentivamo l’acqua come un bene appartenente a tutta la città e a ciascuno di noi, e così era nella realtà. Così non sarà più dopo la legge sciagurata impostaci da interessi estranei alla nostra comunità. Non saremo più padroni dell’acqua che uscirà dai rubinetti di casa nostra; quell’acqua sarà diventata una merce venduta da una SPA o da una multinazionale che abita altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo assolutamente impedire che avvenga questo intollerabile furto prendendo finalmente piena coscienza degli avvenimenti e impegnando i consigli comunale, provinciale e regionale ad attivarsi con ogni mezzo affinché ciò non accada!</p>

		</div> 
	</div>
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		<title>Acqua ai privati, decreto illegale</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 17:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;"><strong>di Monia Cappuccini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un provvedimento che fa acqua da tutte le parti. Che rischia di stabilire un primato &#8211; tutto al negativo &#8211; nella gestione di un bene pubblico come l&#8217;acqua demandato totalmente all&#8217;iniziativa privata. Un passo in controtendenza nel panorama europeo e in assoluto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione.<img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" />Con il decreto legge 135/09 &#8211; approvato dal Consiglio dei Ministri nel settembre scorso e attualmente all&#8217;esame del Parlamento che deve convertirlo in legge entro il prossimo 24 novembre &#8211; il Governo dà una accelerata alla liberalizzazione delle acque pubbliche già deliberata con la legge 133 del 2008. Ne parliamo con Emilio Molinari del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molinari, che cosa sta succedendo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; successo che la legge 133 votata ad agosto del 2008, fortemente voluta dal centrodestra e debolmente criticata dal Pd &#8211; che anzi si lamentò per il taglio poco privatizzante del provvedimento e le dichiarazioni in commissione di Linda Lanzillotta sono lampanti a riguardo &#8211; manteneva ancora dei paletti alla privatizzazione dell&#8217;acqua pubblica. Paletti che rischiano di cadere definitivamente con l&#8217;articolo 15 del decreto legge approvato due giorni fa in Senato e ora in dirittura di arrivo alla Camera, che obbliga tutti i comuni italiani a mettere in gara d&#8217;appalto i propri servizi idrici. E&#8217; un decreto contro l&#8217;acqua pubblica, a cui gli emendamenti presentati dall&#8217;Idv e da alcuni piddini &#8211; suggeriti da noi e tutti bocciati &#8211; cercavano almeno di lasciare ai comuni la facoltà di decidere sulla gestione del loro patrimonio idrico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A livello locale che novità introduce il decreto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le società per azioni a capitale interamente pubblico vengono liquidate definitivamente e si afferma la società mista come modello di riferimento. Nel pacchetto azionario viene introdotta la soglia peggiorativa del 30% al pubblico e del 70% al privato, mentre nella prima versione della legge era stabilito rispettivamente del 60% e del 40%. Il fatto più grave è l&#8217;ipocrisia con cui viene fatta passare questa legge. Chi la sostiene nega l&#8217;intento di voler privatizzare l&#8217;acqua pubblica, adducendo a sua discolpa la possibilità per i comuni di concorrere alle gare di appalto. La realtà è che si crea un paradosso perché i comuni prima sono costretti ad alienare il 70% del loro patrimonio e poi devono concorrere per andarselo a riprendere, verosimilmente indebitandosi con le banche. Questa è schizofrenia pura.</p>
<p><strong>Nonché una anomalia rispetto alla tendenza degli altri paesi europei&#8230;</strong></p>
<p>Esattamente. La Francia, la Germania e il Belgio, ad esempio, stanno tornando sui passi della nazionalizzazione. Senza dimenticare che così facendo si introduce un criterio anticostituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1896"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>

		</div> 
	</div>  
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			<p style="text-align: justify;"><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Tanto che ieri il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha annunciato il ricorso di fronte alla Corte Costituzionale&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il caso della Puglia la dice lunga a riguardo. Il consiglio regionale aveva già sottratto alla legge nazionale la competenza sulle sue acque indicando il servizio idrico come un servizio privo di rilevanza economica ed assumendosene così tutta la gestione. Ora questo escamotage rischia di rimanere nullo e la Puglia ha così deciso di ricorrere davanti alla Corte Costituzionale. E&#8217; un aspetto di assoluta rilevanza, rimasto però fuori dal dibattito parlamentare. Occorre che i partiti e i singoli deputati non si limitino votare contro ma sollecitino una mobilitazione a livello nazionale e locale su un punto che è di una gravità inaudita. C&#8217;è tempo al massimo fino alla fine di dicembre per intervenire, dopodiché si potrà solo cercare qualche scappatoia istituzionale nel conflitto tra Regione e Stato, e non escludo la possibilità di ricorrere al referendum. Intanto per il 18 novembre saremo davanti a Montecitorio e ci auguriamo che l&#8217;opposizione si mobiliti anch&#8217;essa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito di opposizione, anche in questa occasione la Lega ha scavalcato Pd e sindacati&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2002 la Lega ha mantenuto un atteggiamento di resistenza in nome del federalismo e delle autonomia locali. Ora si è adeguata anch&#8217;essa, tanto che il decreto in esame porta la firma di Fitto e di Calderoli. I sindacati meriterebbero una tirata d&#8217;orecchi per il ritardo culturale con cui si stanno confrontando con i gradi temi delle liberalizzazioni. Qui non è in ballo solo una problema occupazionale, ma si introduce il criterio dell&#8217;acqua come bene economico destinato a finire nell&#8217;area delle speculazioni finanziarie, dei titoli derivati, del gioco delle banche. In pratica l&#8217;acqua finirà nelle mani della grande finanza, la stessa che ha generato l&#8217;ultima crisi economica. Senza contare che la fine delle autonomie comunali sta passando nel silenzio più assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come Forum che soluzione alternative proponete?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il ritorno alle vecchie municipalizzate e ai consorzi tra comuni. Siamo contrari all&#8217;ingresso dei privati e al gioco delle Spa. La gestione delle acque rimane un compito istituzionale, con una variante: l&#8217;impegno totale dei cittadini nella gestione municipalizzata. Tutto questo dibattito sull&#8217;acqua deve diventare un elemento di politica partecipata che, se fatta bene, comporterebbe anche ad un abbattimento dei costi. Ed è ora che anche la sinistra se ne renda conto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://altronline.it/node/1246">http://altronline.it</a></p>

		</div> 
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		<title>Acqua in brocca alle elementari Martiri</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 18:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ finalmente decollato in via ufficiale presso le scuole “Martiri della Libertà” di Casale l’importante progetto delle brocche di “acqua AMC” sulle tavole della mensa scolastica dei bambini delle elementari e materna. Da alcune settimane infatti i piccoli che frequentano le scuole Martiri (circa 450 bambini che vanno dai 3 agli 11 anni, 200 alla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">E’ finalmente decollato in via ufficiale presso le scuole “Martiri della Libertà” di Casale l’importante progetto delle brocche di “acqua AMC” sulle tavole della mensa scolastica dei bambini delle elementari e materna. Da alcune settimane infatti i piccoli che frequentano le scuole Martiri (circa 450 bambini che vanno dai 3 agli 11 anni, 200 alla scuola dell’Infanzia e 250 alla scuola Primaria) anziché bere acqua minerale in bottigliette di plastica<span id="more-1415"></span> bevono la “nostra” acqua del rubinetto, un’acqua che, come è stato ribadito già in diverse circostanze, è di ottima qualità e garantita dal punto di vista della sicurezza. Alle scuole sono state distribuite da parte di A.M.C. 100 brocche di diverso colore, molto allegre e divertenti, che durante i pasti degli alunni vengono riempite regolarmente di acqua del rubinetto dalle addette alla mensa. Il progetto era già partito in via sperimentale lo scorso anno (numerosi controlli analitici sull’acqua che sgorga dai rubinetti delle Martiri erano già stati compiuti a partire dal 2007). Si erano anche tenuti diversi incontri informativi da parte dell’AMC e dall’Asl rivolti sia agli insegnanti che ai rappresentanti dei genitori degli alunni. Nell’estate 2008 era poi iniziata la distribuzione dell’acqua in brocca per i bambini del Centro estivo della scuola Martiri, per arrivare – nelle scorse settimane &#8211; alla totale sostituzione delle bottigliette in plastica per tutti i bambini frequentanti la scuola. Un bell’esempio che dovrebbe anche essere seguito a casa dalle famiglie, con un notevole risparmio sui costi dell’acqua e di accumulo di chili di plastica da smaltire! Ora si proseguirà, secondo un calendario condiviso dall’assessorato all’Istruzione Pubblica del Comune di Casale e dalla Casa di riposo (gestore delle mense scolastiche) nelle altre scuole di Casale, sempre prima facendo un attento studio di fattibilità e un’attività di informazione presso le scuole stesse. “Si tratta di una iniziativa di grande valore, che coniuga la tutela della salute degli utenti con un approccio responsabile alle tematiche ambientali, in particolare alla riduzione dei rifiuti introdotti in discarica – dichiara l’Assessore alla Pubblica Istruzione Fabio Lavagno – la decisione di intervenire sulle modalità di distribuzione dell’acqua è stata presa alla luce del riconoscimento dell’altissima qualità erogata dai nostri rubinetti, un servizio garantito dall’AMC e protetto da una serie di controlli e verifiche ininterrotte che fanno dell’acqua di Casale una delle più controllate, vincente anche nei confronti di certi prodotti in commercio. Ora allargheremo l’iniziativa alle altre mense, secondo le stesse modalità usate per le Martiri, ossia con una graduale sostituzione e una campagna informativa che mira, innanzitutto, a responsabilizzare la giovanissima utenza, ma ha anche l’intento di far passare il messaggio alle famiglie, in modo che l’uso dell’acqua del rubinetto possa diventare una buona abitudine per i Casalesi”.</p>
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