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	<title>Fabio Lavagno &#187; ambiente</title>
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		<title>Agenzie ambientali. Più prevenzione e più controlli</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 09:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#Millegiorni e oltre - Fatti Concreti]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Lavagno]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>

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			<p style="text-align: justify;">Sembrano cose lontane, burocratiche, ma in realtà hanno un’incidenza enorme sulla qualità della nostra vita. <span id="more-12151"></span>Sono provvedimenti concreti come garantire che un inceneritore sia controllato tre volte all’anno ovunque esso si trovi, da Aosta a Mazzara del Vallo, e definire procedure autorizzative uguali per la stessa tipologia di impianti. Sembra ovvio ma non lo era, e così in Italia c’erano luoghi dove alcune attività inquinanti potevano proliferare e altri in cui questo non era permesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono le ragioni della legge che ha istituito il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente con il compito, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, di monitorare lo stato dell’ambiente. Il ruolo di coordinamento viene svolto dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Tutti i dati raccolti e forniti sono considerati ufficiali e diffusi attraverso una banca dati aperta e accessibile ai cittadini, il Sinanet.</p>
<p style="text-align: justify;">Vengono individuati i «livelli essenziali delle prestazioni tecniche ambientali» (i Lepta, sulla scorta dei Lea in campo sanitario) per rendere omogenei i livelli di tutela. Sono valorizzate le agenzie locali per l’ambiente (ARPA). Parliamo di 200 sedi al servizio del Paese, 600 mila campioni analizzati ogni anno, quasi 100 mila operazioni tra ispezioni e sopralluoghi e 73.600 istruttorie e pareri. Numeri importanti, ma che non garantivano un’applicazione uniforme dei controlli necessari su tutto il territorio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa legge viene non solo ampliata l’autonomia organizzativa e gestionale delle ARPA, ma viene riconosciuta loro anche facoltà di predisporre sanzioni. In nome della trasparenza, anche i dati e le informazioni ambientali raccolte dalle agenzie regionali (uniformati da un punto di vista scientifico, supportate da metodi certificati ed elaborate da laboratori accreditati) vengono messi a disposizione di tutti i cittadini.</p>

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			<a class="wpb_button_a" title="Dossier" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2017/10/Agenzie_ambientali_0.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Dossier <i class="icon"> </i></span></a>

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			<a class="wpb_button_a" title="Testo di Legge" href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/18/16G00144/sg" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large">Testo di Legge</span></a>

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		<title>Grandi Opere o cura del territorio?</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 13:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi il nostro territorio è più vulnerabile rispetto al passato, anche in presenza di piogge non eccezionali. Questa maggior fragilità è attribuibile ad un uso del suolo e delle acque che troppo spesso continua a non considerare le limitazioni imposte da un rigoroso assetto idrogeologico. Ai fini della prevenzione dalle calamità occorre attuare al più [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il nostro territorio è più vulnerabile rispetto al passato, anche in presenza di piogge non eccezionali. Questa maggior fragilità è attribuibile ad un uso del suolo e delle acque che troppo spesso continua a non considerare le limitazioni imposte da un rigoroso assetto idrogeologico. <span id="more-3566"></span>Ai fini della prevenzione dalle calamità occorre attuare al più presto un disegno di uso “corretto” del territorio e del suolo. L’attività di pianificazione della difesa del suolo va sostenuta con iniziative idonee e incentivi anche per la rilocalizzazione, a favore di interventi di corretta manutenzione insieme al ripristino di regimazioni fluviali scorrette e alla prevenzione.</p>
<p>Un Paese alla costante ricerca di modelli per far ripartire un proprio sviluppo economico  dovrebbe fare della messa in sicurezza del territorio la propria priorità. Non é vero che la salvaguardia dell’ambiente non muova economia.  Secondo un studio dell’EURISPES nel mercato del lavoro il settore della difesa del suolo raccoglie ben 54 nuove professioni  e 200 figure professionali completamente innovative da mettere in campo per la riduzione del rischio idrogeologico.</p>
<p>Allo stesso modo è possibile costruire nuovi posti di lavoro e sostenere gli esistenti dando risposta ai problemi delle centinaia di migliaia di piemontesi pendolari che ogni giorno cercano di raggiungere il luogo di lavoro o di studio in città congestionate dal traffico con treni vecchi e affollati e che ora rischiano di veder ridurre ulteriormente le già scarse potenzialità in conseguenza dei tagli al trasporto pubblico.</p>
<p>La nostra è una proposta capace anche di dare significative risposte alla crisi del settore auto, stimolando l’innovazione in favore di nuove tipologie di motorizzazioni e il trasporto pubblico. Questo mentre per molti esistono solo le grandi e infinite opere in cui riversare miliardi di euro pubblici e la cui utilità è tutta da dimostrare.</p>
<p>Coordinamento Regionale SEL</p>
<p style="text-align:center;"><strong>GRANDI OPERE O CURA DEL TERRITORIO ?</strong></p>
<p style="text-align:center;"> <strong>1 dicembre</strong></p>
<p style="text-align:center;">ore 18,00 <strong>Acqui Terme</strong> -Centro Studi “Galliano” in Piazza San Guido, 38</p>
<p style="text-align:center;">ore 21, 00 <strong>Alessandria</strong> &#8211; Camera del Lavoro di Via Cavour 27</p>
<p><strong>Fulvia Bandoli</strong>,Responsabile nazionale Forum Territorio e Paesaggio Sinistra Ecologia Libertà</p>
<p><strong>Vanda Bonardo</strong>, Responsabile regionale Ambiente Sinistra Ecologia Libertà</p>
<p>[slideshow]</p>
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		<title>Scorie nucleari D.O.C. in Monferrato?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Sep 2010 13:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Casale M. -Consiglio Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Città di Casale Monferrato]]></category>
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		<description><![CDATA[La Sogin, compagnia controllata dal Tesoro, ha individuato possibili siti sul territorio italiano per il deposito nazionale di scorie nucleari. Tra le località è indicato anche il Monferrato. I gruppi dell&#8217;opposizione in Consiglio comunale hanno presentato su questo tema un&#8217;interrogazione a firma dei Capi-gruppo Fabio Lavagno, Davide Sandalo, Mariuccia Merlo e Pietro Gilardino. Nel territorio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> Sogin</strong>, compagnia controllata dal Tesoro, ha individuato possibili siti sul territorio italiano per il <strong>deposito nazionale di scorie nucleari</strong>. Tra le località è indicato anche il <strong>Monferrato</strong>.</p>
<p>I gruppi dell&#8217;opposizione in Consiglio comunale hanno presentato su questo tema un&#8217;interrogazione a firma dei Capi-gruppo <strong>Fabio Lavagno, Davide Sandalo, Mariuccia Merlo e Pietro Gilardino</strong>.</p>
<p>Nel territorio piemontese sono ospitate attualmente oltre l’80% delle scorie nucleari italiane, divise nei depositi “temporanei” di <strong>Trino Vercellese</strong>, <strong>Saluggia</strong> e <strong>Bosco Marengo</strong>.</p>
<p>Casale e il Monferrato stanno già pagando un <strong>altissimo prezzo ambientale</strong> a causa dell&#8217;amianto, non vorremmo dover aggiungere in futuro anche quello delle scorie nucleari.</p>
<p>Con la nostra interrogazione chiediamo al Sindaco e alla Giunta <strong>quali iniziative intenda intraprendere presso il Governo e la Regione Piemonte per evitare che il Monferrato possa essere interessato da tale individuazione</strong> e soprattutto di esprimersi senza ambiguità sull&#8217;argomento</p>
<p>Ricordiamo che la Sogin è attualmente commissariata e le sue decisioni sono vincolate dal parere dell’Agenzia nazionale per il nucleare che non è ancora stata costituita. Tale Agenzia dovrebbe dipendere dal Ministero per lo sviluppo economico, che come tutti sanno è occupato ad interim dal Presidente del Consiglio da oltre 140 giorni.</p>
<p>[scribd id=38070401 key=key-2dcndpgp8xarkjstza7x mode=list]</p>
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		<title>IL POLO CHIMICO DI SPINETTA MARENGO &#8211; Il Documento di Sinistra Ecologia Libertà di Alessandria</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 20:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grave situazione ambientale del polo chimico di Spinetta Marengo, per la dimensione e le caratteristiche dell’area coinvolta &#8211; sia all’interno che all’esterno dello stabilimento &#8211; il numero dei lavoratori occupati e dei cittadini la comunità spinettese interessata, richiede a tutti i soggetti impegnati nella vicenda e, in primo luogo, ai responsabili della società Solvay, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.zipnews.it/wp-content/uploads/2009/11/solvay-spinetta-300x224.jpg" alt="" width="180" height="134" title="" />La grave situazione ambientale del polo chimico di Spinetta Marengo, per la dimensione e le caratteristiche dell’area coinvolta &#8211; sia all’interno che all’esterno dello stabilimento &#8211; il numero dei lavoratori occupati e dei cittadini la comunità <span id="more-1997"></span>spinettese interessata, richiede a tutti i soggetti impegnati nella vicenda e, in primo luogo, ai responsabili della società Solvay, la massima assunzione di responsabilità, una completa trasparenza nei comportamenti e negli atti e una rigorosa e chiara informazione pubblica da parte degli Enti di Controllo.</p>
<p>Responsabilità e Trasparenza</p>
<p>Consapevolezza collettiva, piena collaborazione istituzionale e trasparenza dei comportamenti sono, a nostro giudizio, indispensabili per chiarire e denunciare le responsabilità, garantire la sicurezza dell’area, tutelare la salute di lavoratori e cittadini, programmare e realizzare la bonifica e consentire una normale continuità della produzione e del lavoro.</p>
<p>Da questo punto di vista l’elemento che più preoccupa nell’indagine avviata dalla Procura di Alessandria nei confronti dei responsabili di Ausimont, Atofina-Arkema e Solvay &#8211; verso la quale va garantito da tutti un doveroso rispetto &#8211; è l’accusa di avere prospettato agli Enti pubblici di Controllo una situazione dell’inquinamento “diversa e meno grave” di quella effettivamente presente, “sottacendo una parte dei dati”.</p>
<p>Infatti, se la conoscenza dei dati dell’inquinamento da cromo totale e cromo esavalente nell’acqua di falda in aree contigue, ma esterne al polo chimico sono, come noto, della fine di maggio e i primi di giugno 2008, la presentazione da parte di Solvay del piano di caratterizzazione, previsto dalla vigente legislazione e indispensabile per avviare la bonifica dell’area interna, risale a maggio del 2003. Periodo nel quale, su indirizzo della Regione Piemonte, è stata istituita e ha iniziato ad operare la Conferenza dei servizi con competenza in capo al Comune di Alessandria e la partecipazione dei tecnici di Solvay, Comune, Provincia, ARPA e ASL. Con l’obiettivo di realizzare la bonifica interna e impedire l’inquinamento dell’aria, delle falde e del suolo esterne allo stabilimento.</p>
<p>Se sul punto indicato il rilievo della magistratura si dimostrerà fondato risulterà falsato anche una parte del lavoro di questi anni della Conferenza dei servizi e spiegate le resistenze e i rinvii dell’azienda a realizzare interventi più incisivi, come richiesto dagli Enti locali, per contenere le fuoriuscite di acqua inquinata al di fuori dell’area del polo chimico.</p>
<p>Le condizioni per il rilascio dell’AIA</p>
<p>A sostegno del rilievo della magistratura vi è la recente presa di posizione della Provincia che valuta i dati forniti dall’azienda dal 2003 al 2008, per quanto riguarda la bonifica dell’area, rappresentativi di un quadro ambientale “di gran lunga meno complesso di quello…riscontrato con gli accertamenti aggiuntivi…degli Enti di controllo”.</p>
<p>Questo fatto della veridicità dei dati che la Solvay è tenuta dalla legge a fornire agli Enti di controllo va chiarito con assoluta nettezza. Anche perché, se non risolto, rischia di pregiudicare l’esito dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che la Società sta discutendo con la Direzione ambiente della Provincia. Procedimento complesso che prevede il rilascio di una unica autorizzazione che concerne tutti gli aspetti ambientali dell’azienda e al quale sono interessati, anche il Comune di Alessandria, l’ARPA e l’ASL. Autorizzazione che può essere rilasciata solo se gli Enti di controllo, a partire dalla Provincia, hanno la certezza della veridicità dei dati forniti dalla Società.</p>
<p>Tutela falda acqua profonda</p>
<p>I quasi diciotto ettari occupati dagli impianti del polo chimico sono situati, poi, al di sopra di una delle più importanti riserve d’acqua potabile della provincia e il vicino campo pozzi di Molinetto rappresenta uno dei fondamentali nodi della rete degli acquedotti dell’alessandrino. Scongiurare l’inquinamento irreversibile della falda profonda evitando che gli oltre 500 mila metri cubi di sostanze inquinanti presenti sul terreno la raggiungano attraverso la falda superficiale, rappresenta oggi la prima delle priorità. Da qui la necessità di una dettagliata conoscenza idrogeologica del sub strato l’area dello stabilimento e l’effettiva o meno separazione tra la falda superficiale e quella profonda. Il fatto che la separazione tra le due falde, in alcune zone dell’area, non sia garantita e contaminanti siano stati riscontrati nei pozzi profondi dell’azienda, rappresenta un elemento di forte allarme sociale e di preoccupazione per la qualità di questo importante acquifero profondo.</p>
<p>Se la chiusura del pozzo interno all’area dello stabilimento &#8211; che alimentava l’acquedotto del polo chimico e che sino alla primavera del 2008 veniva utilizzato a scopo alimentare dai dipendenti e da alcune famiglie del sobborgo &#8211; ha seguito negli anni la stessa sorte di numerosi altri pozzi presenti nell’abitato di Spinetta Marengo, occorre adesso che i controlli di AMAG e ASL sui pozzi presenti nella zona e che alimentano la rete dell’acquedotto siano intensificati e dell’esito dei risultati si informi in modo pubblico i cittadini. Nel contempo è responsabilità dell’azienda impedire che la contaminazione delle acque interne continui ad uscire oltre i suoi confini e venga fortemente potenziata l’attuale barriera idraulica che capta e tratta le acque contaminate, impedendo che fuoriescano in direzione dell’alveo della Bormida. Soluzione che, allo stato, si presenta come tra quelle possibili viste le difficoltà a ipotizzare una separazione fisica dell’area, sia per le sue dimensioni che, in particolare, per la condizione geologica del substrato che la renderebbe di difficile realizzazione. Anche la bonifica del terreno interno, ricoperto nei decenni da uno strato profondo 10-15 metri di sostanze inquinanti (metalli pesanti, clorurati, DDT, etc.), attraverso l’asportazione del materiale, sembra possibile solo per una superficie ridotta. Quella rimasta libera dalla costruzione dei nuovi impianti, come l’Algoflon, che sono stati realizzati sopra il suolo inquinato. Lo studio delle modalità con le quali realizzare la bonifica dello stabilimento deve essere, comunque, affidata ad un Centro di Eccellenza caratterizzato da autorevolezza ed autonomia.</p>
<p>Controllo qualità dell’aria e rischio incidente</p>
<p>La riscontrata contaminazione delle falde con cromo esavalente e altri composti, dovuta al dilavamento delle sostanze tossiche di precedenti lavorazioni stoccate, per anni, nei terreni del polo chimico, non deve portare a trascurare i rischi presenti e dovuti sia all’inquinamento dell’aria che a causa di un possibile incidente rilevante.</p>
<p>Sul tema della qualità dell’aria della zona della Fraschetta era, soprattutto, basato il progetto europeo Linfa del Comune di Alessandria, avviato nel 2004, e al quale ha collaborato, in particolare, la facoltà di Scienze dell’Università del Piemonte Orientale. I risultati degli studi riguardanti la zona del polo chimico dovrebbero essere portati a conoscenza e approfondito il modello elaborato di ricaduta degli inquinanti. Questo perché ad oggi manca una informazione puntuale sullo stato delle effettive emissioni dello stabilimento. Sia per i composti fluorurati, tra cui il PFIB, l’acido cloridrico e quello fluoridrico, che per l’accertata presenza di perfluorati come l’acido PFOA. E diventa necessario potenziare con il posizionamento di nuove centraline fisse il controllo della qualità dell’aria per l’abitato di Spinetta. Controlli le cui risultanze, come per la qualità dell’acqua, devono essere portate alla conoscenza, in forme trasparenti e comprensibili, della popolazione.</p>
<p>Come è noto il polo chimico di Spinetta è soggetto per legge alle procedure previste di informazione sui rischi di incidente rilevante per cittadini e lavoratori. Anche su questo aspetto l’allarme sociale seguito alle notizie legate all’inquinamento e alle iniziative della Procura della Repubblica deve indurre i soggetti responsabile, in primo luogo il Prefetto, a verificare che l’azienda rispetti rigorosamente tutti gli impegni e, soprattutto, ponga in essere la massima cura nella manutenzione preventiva degli impianti, non lesinando in investimenti e risorse. Ed evitando rischiose fermate degli impianti che ne possono compromettere la sicurezza.</p>
<p>Difesa salute e occupazione lavoratori. Ruolo del sindacato</p>
<p>La Procura della Repubblica ha opportunamente deciso di avviare una indagine epidemiologica per verificare la possibile incidenza dell’inquinamento sulla malattia e i decessi di lavoratori e abitanti la zona. La collaborazione dell’ASL, dei medici di base e ospedalieri risulta, a questo fine, indispensabile. La tutela della salute, all’interno dei luoghi di lavoro e sul territorio, richiama anche un fondamentale e, per la nostra provincia ricco di importanti esperienze, impegno del Sindacato dei lavoratori. A questo proposito con un accordo sindacale, all’inizio degli anni ’70, nello stabilimento chimico di Spinetta vennero istituiti i Libretti individuali e di rischio per i lavoratori e fu affidato un incarico di indagine sulle condizioni della salute alla Clinica universitaria di Pavia.</p>
<p>Oggi, per tutelare, in primo luogo, la salute dei lavoratori che operano a contatto con sostanze pericolose e in un ambiente a rischio di incidente, è indispensabile la ripresa di una iniziativa autonoma del sindacato di fabbrica. Questo, coadiuvato dalla Categoria e dalle Confederazioni sindacali provinciali, deve essere in grado di interloquire e collaborare con gli Enti Locali e di Controllo sulle modalità della bonifica e contrattare con la società, tenendoli uniti, i temi della salute, della sicurezza e del lavoro. La continuità produttiva del complesso chimico che deve essere garantito è, infatti, strettamente collegata alla messa in sicurezza dello stabilimento e alla realizzazione della bonifica interna ed esterna, alla quale Solvay deve impegnarsi con responsabilità e rispetto degli impegni assunti. Evitando ogni forma di ricatto sul lavoro e l’occupazione.</p>
<p>Questo anche per una dovuta attenzione nei confronti di tutta la comunità di Spinetta Marengo che sta vivendo la vicenda con comprensibile preoccupazione.</p>
<p>Danno ambientale e Bonifica nazionale</p>
<p>Per quanto riguarda l’area esterna alla Solvay, sino a quando permarrà la contaminazione nella falda superficiale e nel terreno, dove è stato riscontrata una elevata presenza nella prima falda di solventi clorurati e metalli pesanti, occorre siano regolate modalità e tipologie delle culture per l’alimentazione di persone e animali, e stabilite dagli Enti di controllo le forme per consentire, in sicurezza con la salute umana, l’allevamenti degli animali.</p>
<p>La provincia di Alessandria ha, in Piemonte, il poco invidiabile primato di dover fare i conti con ben tre bonifiche riconosciute come nazionali: l’Eternit di Casale Monferrato, l’Ecolibarna di Serravalle Scrivia e l’Acna di Cengio Quest’ultima dovuta al trasporto dei contaminanti nella Bormida sino ad Alessandria. Per dimensione e complessità la bonifica della Solvay ha tutte le caratteristiche per essere riconosciuta come tale dal Ministero dell’Ambiente. Per una maggiore e più generale tutela ambientale del territorio interessato dall’inquinamento interno ed esterno allo stabilimento è quindi necessario che gli Enti locali, a partire dal Comune di Alessandria, denuncino al Governo il “danno ambientale” subito affinché sia riconosciuta la qualifica di nazionale della bonifica il polo chimico di Spinetta. Come del resto è già avvenuto nel corso del 2008 per l’area inquinata di Bussi nell’Abruzzo, sempre di proprietà della Montedison.</p>
<p>Come già accennato, in presenza di una continuità produttiva e di una responsabilità certa l’impedimento all’estendersi dell’inquinamento oltre il perimetro dell’azienda deve essere evitato dalla medesima proprietà, anche seguendo le indicazioni degli Enti di controllo. Nel caso captando le acque contaminate con un numero maggiore di pozzi e riducendo le emissioni ai camini.</p>
<p>Per questo non convince l’ipotizzato progetto della società AMAG, sostenuto dal Comune di Alessandria, di una depurazione esterna che ingloberebbe anche il contenuto del rio Lovassino e comporterebbe un rilevante costo a carico del pubblico. Mettendo in discussione il principio presente nel nostro ordinamento secondo il quale “chi inquina paga”.</p>
<p>Per quanto riguarda la bonifica del Lovassino, anche alla luce del finanziamento accordato per la completa ristrutturazione del depuratore di Novi Ligure posto a valle dell’Ilva che influenzerà positivamente le acque del rio Gazzo, è necessario che l’AMAG riprenda la realizzazione del condotto fognario dell’abitato di Spinetta e lo colleghi, come previsto, a quello del capoluogo. Realizzazione inopinatamente sospesa, che doveva già essere da tempo ultimata e che potrà finalmente liberare il Lovassino dalla poco nobile funzione di collettore fognario della Fraschetta e corso d’acqua più inquinato della provincia.</p>
<p>Coordinamento Provinciale Sinistra Ecologia e Libertà</p>
<p>sinistraeliberta.al@gmail.com</p>
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		<title>Red Box – Le Primarie dei Cittadini</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 13:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’inizio di campagna elettorale e l’incontro con Moni Ovadia, Sinistra Casalese presenta l’iniziativa RED BOX Cos’è? RED BOX è una scatola rossa itinerante che vuole raccogliere le PRIMARIE DEI CITTADINI.. Girerà per le vie della città di Casale Monferrato su una bicicletta per raccogliere le idee e le proposte dei cittadini per una sana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignright" src="http://sinistracasalese.files.wordpress.com/2009/05/dscn0641.jpg" alt="" width="272" height="181" title="" />Con l’inizio di campagna elettorale e l’incontro con Moni Ovadia, Sinistra Casalese presenta l’iniziativa <strong><span style="color:#ff0000;">RED BOX</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Cos’è?<span style="color:#ff0000;"><strong> RED BOX</strong></span> è una scatola rossa itinerante che vuole raccogliere le <strong>PRIMARIE DEI CITTADINI</strong>.. Girerà per le vie della città di Casale Monferrato su una bicicletta per raccogliere le idee e le proposte dei cittadini per una sana amministrazione della città di Casale.<span id="more-1408"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Sinistra Casalese, con la sua lista che da ampio spazio a esponenti della società civile, è convinta che la campagna elettorale sia solo l’inizio dell’attività Politica.Per questo vogliamo conoscere il più possibile le tematiche che stanno veramente a cuore ai casalesi…</p>
<p style="text-align:justify;">Vuoi farci sapere le tue idee su Lavoro, Ambiente, Energia o su altre tematiche che ritieni essenziali? Se non hai la possibilità di proporci le idee qua sul nostro sito, <strong><span style="color:#ff0000;">RED BOX</span> </strong>è il modo migliore.</p>
<p style="text-align:justify;">Il nostro obiettivo è di raccogliere il maggior numero di impressioni e di idee che possano contribuire ad aumentare la partecipazione del cittadino alle scelte importanti che l’amministrazione dovrà farsi carico.</p>
<p style="text-align:justify;">Votare è prima di tutto un diritto-dovere del cittadino ma la partecipazione alla vita politica locale non si deve interrompere all’uscita del seggio, ma è proprio dal seggio che il tutto ha inizio, e di questo Sinistra Casalese vuole farsi carico per tutta la durata della prossima amministrazione. Con la nostra iniziativa vogliamo portare gli abitanti di Casale Monferrato e frazioni a essere i protagonisti principali e non comparse delle scelte del proprio comune.</p>
<p style="text-align:justify;">di <a href="http://sinistracasalese.wordpress.com/2009/05/16/red-box-le-primarie-dei-cittadini/">Alberto Buson</a></p>
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		<title>Ambiente ed Energia: prima sessione del forum per il programma di Sinistra Casalese con Fulvia Bandoli</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:31:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[Città di Casale Monferrato]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì 27 marzo alle 18.00 si svolgerà presso il salone dell’Anffas di Casale Monferrato la prima sessione del Forum per il programma per le prossime elezioni amministrative proposto da SINISTRA casalese. Il tema del primo incontro è l’energia e la questione ambientale. A partire da un deciso NO alla proposta del governo di avviare un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;"><img class="alignleft" src="http://fabiolavagno.files.wordpress.com/2008/11/logo-sinistracasalep-def1.jpg?w=80&amp;h=80" alt="" width="80" height="80" title="" />Venerdì 27 marzo alle 18.00 si svolgerà presso il salone dell’Anffas di Casale Monferrato la prima sessione del Forum per il programma per le prossime elezioni amministrative proposto da SINISTRA casalese. </span><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Il tema del primo incontro è l’energia e la questione ambientale. <span id="more-1097"></span>A partire da un deciso NO alla proposta del governo di avviare un programma che dovrebbe portare, nel 2020, alla costruzione della prima delle quattro centrali nucleari previste, Sinistra casalese vuole proporre un percorso volto alla sostenibilità ambientale, che veda nell’efficienza energetica, nel risparmio e nell’uso di fonti alternative e rinnovabili i passaggi verso una città che produca l’energia che consuma e che sia sempre più vivibile. </span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">All’incontro parteciperanno Fulvia Bandoli, responsabile per l’ambiente di Sinistra democratica, Gian Piero Godio di Legambiente Piemonte e Alberto Deambrogio, consigliere regionale del Prc.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Le altre sessioni del Forum per il programma si incentreranno sulle questioni del lavoro (innovazione, industrie per una città che vuole cambiare, occupazione, sicurezza sul lavoro, …), della società (salute, servizi, sanità, assistenza, ecc.), della cultura, della formazione e dell’istruzione, dello sviluppo sostenibile della città (utilizzo del suolo, spazi urbani,verde, mobilità a sostenibilità, urbanistica, …).</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Sinistra casalese invita tutte le persone interessate a partecipare agli incontri pubblici e alle riunioni che seguiranno ogni incontro, nel corso delle quali si definiranno INSIEME gli obiettivi del programma elettorale.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="font-size:small;font-family:Times New Roman;">Come più volte affermato SINISTRA casalese ritiene indispensabile ridare un ruolo alla politica e soprattutto alla partecipazione sia nella costruzione dei programmi che nella condivisione dei metodi  di governo della città. Con questi principi intendiamo discutere della nuova coalizione di centro-sinistra e della candidatura di un sindaco che sappia cogliere gli aspetti di rinnovamento e discontinuità, richiesti dall’incalzare di una crisi economica e sociale che colpisce duramente i lavoratori e i soggetti più deboli della società. </span></p>
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