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	<title>Fabio Lavagno &#187; Luigi Lacquaniti</title>
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		<title>Unioni civili: sulla stepchild si approvi il testo senza ridiscutere punti già frutto di mediazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 13:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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			<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Italia è ormai un caso: è rimasto il fanalino di coda in Europa sul tema dei diritti civili. Noi abbiamo scelto convintamente di sostenere il governo nella sua azione innovativa e riformatrice, decidendo di essere protagonisti &#8211; e non più spettatori &#8211; di un cambiamento necessario per far uscire l&#8217;Italia dall&#8217;immobilismo. <span id="more-9847"></span>Il testo sulle unioni civili che è in discussione al Senato è quello che va approvato, senza ridiscutere punti già frutto di una mediazione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">È la dichiarazione congiunta dei deputati del Partito democratico Fabio Lavagno, Sergio Boccadutri, Titti Di Salvo, Luigi Lacquaniti, Gennaro Migliore, Martina Nardi, Ileana Piazzoni, Nazzareno Pilozzi, Alessandro Zan.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Infatti, con l&#8217;estensione della stepchild, già prevista per le coppie eterosessuali sposate, si regolamenterebbe finalmente una situazione di fatto, già esistente ma del tutto priva di tutela, riconoscendo al bambino nato da una coppia formata da persone dello stesso sesso il diritto alla continuità affettiva con il secondo genitore &#8211; proseguono i Deputati &#8211; Si tratta di porre fine a una crudele discriminazione ai danni del minore, che in caso di morte del genitore biologico rischierebbe di vedere sradicato il rapporto con l&#8217;altro genitore e di essere affidato da un giudice ad altri parenti o, peggio, a un istituto.</p>
<p style="text-align: justify;">Stralciare la stepchild dal testo di legge o diluirne i contenuti, snaturandola con ipotesi di affidi più o meno rafforzati &#8211; continuano &#8211; significherebbe rendere ancora più precario il percorso di crescita del bambino&#8221;. &#8220;Noi siamo d&#8217;accordo con il segretario Matteo Renzi, che proprio su questo punto si è espresso con chiarezza. Un partito aperto e deciso a far girare il paese nel verso giusto, quello dei diritti e della modernità. Allo stesso modo riteniamo che sia importante che tutti i parlamentari che condividono questo obiettivo non rinuncino a far compiere un passo importante per la storia del nostro paese.&#8221;, concludono.</p>

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		<title>Rimuovere al più presto i cartelli no Islam di Pontoglio</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 09:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attività Parlamentare]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi, il sindaco di Pontoglio, nel Bresciano, ha chiesto e ottenuto, all&#8217;entrata del paese, cartelli per chiedere il rispetto dei valori occidentali. &#8220;Paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana.<span id="more-9830"></span> Chi non intende rispettare la cultura e le tradizioni locali è invitato ad andarsene&#8221;, si legge su uno dei cartelli che la giunta comunale ha voluto con l&#8217;approvazione di una delibera ad hoc.</p>
<p style="text-align: justify;">Un fatto increscioso, in quanto i cartelli configurano un evidente profilo di incostituzionalità e di mancato rispetto del trattato di europeo di Schengen, oltre a ledere il diritto di libertà di religione e di culto sul territorio nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ con questo spirito che ho sottoscritto l’interpellanza del collega Luigi Lacquaniti, in modo da poter chiedere al Ministro dell’Interno quali azioni intende intraprendere per evitare lo spreco di risorse pubbliche per finalità illegittime.</p>

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			<a class="wpb_button_a" title="Testo Interpellanza" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2015/12/interpellanza-cartelli-Pontoglio.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Testo Interpellanza <i class="icon"> </i></span></a>

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		<title>La lista delle scuole &#8220;gay-friendly&#8221; della Curia di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 18:01:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Interrogazioni]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">Un vero e proprio censimento informale, se così si può definire, promosso nei giorni scorsi dalla Curia di Milano ha sollevato un polverone. La Chiesa ha chiesto agli insegnanti di religione milanesi  di segnalare le scuole a favore dei gay.<span id="more-8904"></span> Con questa etichetta il clero bolla le scuole in cui si affronta apertamente il tema dell’omosessualità con gli alunni, sottolineando il diritto di ogni individuo alla  scelta del proprio orientamento sessuale. La circolare arrivata nelle mani dei professori porta la firma di don Gian Battista Rota, il responsabile di settore della Diocesi meneghina che cura i rapporti con gli insegnanti di religione della provincia.</p>
<p>Nel documento la Curia spiega che intende avere un’idea più chiara sulla diffusione dell&#8217;omosessualità, all&#8217;identità di genere e quantificare le scuole coinvolte. Come espresso chiaramente nella lettera, la Chiesa vuole tutelare gli studenti dalle pressioni ideologiche che avrebbero subito negli ultimi tempi.</p>
<p>Insieme ad Alessandro Zan e Luigi Lacquaniti ho presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro di censurare l&#8217;iniziativa adottata dalla curia di Milano e quali iniziative intende attuare per porre fine all’ondata di omofobia e autoritarismo confessionale che si sta imponendo sempre di più nel mondo dell’istruzione scolastica del nostro Paese.</p>

		</div> 
	</div>  <a class="wpb_button_a" title="Testo Interrogazione" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2014/11/ZAN-interrogazione-curia-Milano-giannini.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Testo Interrogazione <i class="icon"> </i></span></a>
</p>
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		<title>La Camera approva la Legge sull’equiparazione del cognome dei genitori</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 10:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Democrazia - Diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">La Camera dei deputati ha finalmente approvato il disegno di legge che equipara il cognome materno a quello paterno. Viene meno l’assegnazione obbligata del cognome paterno ai figli. Si tratterà di una libera scelta dei genitori. Al figlio potrà essere assegnato l’uno o l’altro cognome o entrambi. Il maggiorenne potrà optare per l’uno o l’altro con una dichiarazione davanti allo stato civile. Uguale disciplina per le famiglie di fatto.<span id="more-8682"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I toni apocalittici di alcuni interventi da parte del Centrodestra, mi hanno riportato alla mente gli interventi che accompagnarono l’approvazione dell’istituto del divorzio. Tuttavia, allora come oggi, non verrà nessuna demolizione all’Istituto familiare, nessuna deriva anarchica, come sostenuto da taluni deputati, nessun danno alla civiltà e alle nostre tradizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Semplicemente è stata approvata una norma di civiltà, che ci chiedeva anche l’Europa: certamente una rivoluzione per il nostro ordinamento e per i nostri costumi, ma si badi, ancora un timido passo in avanti per la conquista di quella vera parità fra uomo e donna che, fra l’altro, ci permetta di archiviare come un incubo del passato la serie terribile di femminicidi che stanno segnando il nostro tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">239 si. 92 no. 69 astenuti. Contrari: Per l’Italia, Lega, Nuovo Centro destra e Fratelli d’Italia. Astenuto il Movimento 5 Stelle. Libertà di voto per i deputati di Scelta Civica e Forza Italia. A favore: il Partito Democratico, noi di LeD, Sinistra Ecologia Libertà e i Socialisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino all’ultimo il voto è stato incerto, per l’accorta richiesta di voto segreto da parte dei contrari. Poi, quando sul tabellone è apparso il risultato finale, siamo esplosi in un applauso liberatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora la Legge passa all’aula del Senato, dove già attende l’approvazione definitiva un’altra legge fortemente innovativa: la riforma del divorzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Luigi Lacquaniti</p>
<p style="text-align: justify;">Fabio Lavagno</p>

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