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	<title>Fabio Lavagno &#187; Parchi</title>
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		<title>Carta della natura: il Piemonte non rispetta nemmeno le proprie leggi?</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2012 19:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">Domani,  29 giugno 2012 scade il termine ultimo per l’adozione della Carta delle Natura da parte della regione Piemonte e nulla è stato concluso! <img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" />Natura e Cultura sono i due grandi patrimoni che contraddistinguono il nostro Paese. Il Piemonte in particolare è considerato un “hotspot” ovvero uno dei punti caldi di biodiversità  (e quindi importanti) della terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dettato normativo  sulle aree protette (Legge Regionale 29 giugno 2009 n. 19), a tutela del patrimonio naturale piemontese prevede  all’Art. 3 comma 2 che <em>Entro tre anni dall&#8217;entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, di concerto con le province, adotta la carta della natura regionale che è approvata dal Consiglio regionale nel rispetto delle procedure previste, per gli strumenti della pianificazione territoriale regionale, dalla vigente legislazione in materia urbanistica e territoriale. </em>Ma, come si poteva supporre, non c’è alcun atto a tale riguardo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“ La Carta della Natura è un fondamentale strumento di conoscenza e monitoraggio dello stato dell&#8217;ambiente naturale del Piemonte. –</em>ricorda <strong>Vanda Bonardo</strong> responsabile Ambiente di SEL Piemonte<em>.-La realizzazione di questo strumento di conoscenza rappresenta un’opportunità per metterci al passo con molti altri paesi del mondo sviluppato, dotando così le istituzioni di un sistema di raccolta, valutazione, elaborazione delle conoscenze.” </em></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre  a fornire fondamentali informazioni sul patrimonio naturale delle aree protette, permette di conoscere  tutte quelle emergenze naturalistiche  al di fuori del sistema dei parchi, attualmente  ignorate dai più. La Carta  è anche indispensabile per gli amministratori per quel che concerne la pianificazione territoriale .<span id="more-4402"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>

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			<p style="text-align: justify;">Ha dell’incredibile  l’atteggiamento di  questa Giunta tanto attenta alle istanze liberiste  dei pochi , quanto indifferente  al bene comune. Anche la   Rete Ecologica Regionale, parte  fondamentale della Carta, avviata  attraverso un altro strumento ( Piano Paesaggistico Regionale) pare  sia percepita più come un inciampo che come un aiuto al territorio. Attualmente non è dato sapere dove si sia arenata.  Quasi che  non si voglia in alcun modo dare cogenza e quindi vincoli da rispettare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>“L’applicazione  della normativa  avrebbe anche il pregio di favorire e sostenere la ricerca scientifica offrendo occasioni lavorative per giovani  naturalisti, forestali, zoologi, botanici, geologi, geometri, architetti</em>.- Dichiara <strong>Fabio Lavagno</strong> Coordinatore Regionale di SEL <em>  &#8211; Nuove e qualificate  professionalità  per i giovani piemontesi che il pubblico, per il ruolo che gli compete, avrebbe il dovere di sostenere anziché snobbare con autosufficienza</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Un elemento questo della Carta che si aggiunge ad un quadro preoccupante  rilevato   da SEL Piemonte   in più occasioni, dal recente seminario sui parchi, alla manifestazione dei sindacati. “<em>Ribadiamo la netta percezione che volutamente, in tempi brevi, con la scusa della crisi, si vada  verso una sorta di dismissione silenziosa di un sistema. </em>- Concludono <strong>i dirigenti di SEL- </strong><em>Un segnale di scarsa lungimiranza di questa Giunta non solo inadempiente e inconcludente  ma anche poco accorta . Assolutamente incapace di comprendere che in questo modo si perderà un’importante occasione di sviluppo e  si contribuirà solamente alla crescita della crisi invece che del PIL e del benessere!”</em></p>

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		<title>Aree protette: la Regione Piemonte verso la sistematica demolizione</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 09:59:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">La politica delle aree protette piemontesi, condotta dalla Giunta Cota, ci preoccupa molto. La netta percezione è che, volutamente in tempi brevi, con la scusa della crisi, si vada verso una sorta di dismissione silenziosa di un sistema che, <img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" />pur avendo bisogno di una revisione, tutto merita tranne la sdegnosa trascuratezza da parte delle istituzioni e della politica .</p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema che in trent’anni di vita ha contribuito a tutelare e far conoscere il meglio del Piemonte in Italia e non solo. Qui sono nati progetti di alto valore scientifico , riconosciuti in tutto il mondo (dalla Banca del Germoplasma al Progetto Lupo, monitoraggi aria, acqua e molto altro), insieme a importanti progetti di promozione dello sviluppo locale e di educazione ambientale per centinaia di migliaia di studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>I segni del decadimento sono piuttosto evidenti</em> – commenta Vanda Bonardo responsabile Ambiente di SEL Piemonte - <em>la banalizzazione del ruolo dei parchi, il commissariamento come logica conseguenza dei criteri scelti per l’elezione dei presidenti, l’assenza di rappresentanze ambientaliste, il blocco delle politiche di sistema, l’oblio di strumenti fondamentali quale la Carta della Natura. Più di tutto il resto è emblematico il cappio messo al collo degli enti. L’inaudito taglio alle risorse e al personale appare oggi in tutta la sua evidenza: una vera e propria condanna a morte.”<span id="more-4397"></span></em></p>

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			<p style="text-align: justify;">Per un buon funzionamento del sistema regionale servirebbero una trentina di milioni di Euro all’anno. L’assessore Casoni ha dichiarato un finanziamento di 20 milioni per il 2012, a conti fatti, però, il totale stanziato ammonta a solo 13 milioni. Tale cifra assolutamente inidonea per il mantenimento dell’esistente (ivi compresi i posti di lavoro) , inaccettabile da tutti i punti di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Sinistra Ecologia Libertà intende sostenere la vertenza aperta dei sindacati con la manifestazione del 26 giugno.</em> – conclude Fabio Lavagno Coordinatore Regionale di SEL - <em>Per SEL è indispensabile porre sempre più al centro non solo delle politiche ambientali, ma anche di quelle territoriali ordinarie, la questione delle aree protette , della conservazione della natura, dei posti di lavoro ad esse correlati e del rapporto con le popolazioni come modello per una gestione diversa del territorio e dello sviluppo. Un impegno politico affinché al più presto abbia fine la mortificazione che oggi stanno vivendo i parchi e con essi gli operatori e i tanti cittadini che credono nella protezione ambientale.</em>”</p>

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		<title>I Parchi piemontesi: quale futuro?</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2012 18:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[SEL Coordinamento Regionale]]></category>
		<category><![CDATA[SEL: c'è un'Italia migliore]]></category>
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		<description><![CDATA[9 GIUGNO &#8211; SEMINARIO SEL PIEMONTE &#8211; SALA VIGLIONE, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE &#8211; ORE 09.00 Il sistema regionale delle aree protette del Piemonte (parchi nazionali, riserve naturali statali, aree protette a gestione regionale, provinciale e locale) è un complesso di emergenze ambientali e culturali di grande rilievo nel panorama nazionale. Venuta meno la spinta [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>9 GIUGNO &#8211; SEMINARIO SEL PIEMONTE &#8211; SALA VIGLIONE, CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE &#8211; ORE 09.00<span id="more-4336"></span></strong></em></p>
<p>Il sistema regionale delle aree protette del Piemonte (parchi nazionali, riserve naturali statali, aree protette a gestione regionale,<br />
provinciale e locale) è un complesso di emergenze ambientali e culturali di grande rilievo nel panorama nazionale.</p>
<p>Venuta meno la spinta ideale che ne aveva caratterizzato la prima fase di vita, il rischio cui vanno incontro le aree protette piemontesi oggi è gravissimo. L’ideologia produttivistica, esatto riflesso della dominante cultura neo-liberista, considera i parchi meri prodotti di sfruttamento e consumo. Egualmente non vi è alcun tentativo, almeno da parte di altre voci istituzionali, di avviare una vera riflessione sulle prospettive e sul futuro di questi territori.</p>
<p>La politica delle aree protette piemontesi oggi preoccupa per l’immobilismo e per l’abbandono in cui versa. La banalizzazione del ruolo dei parchi, l’assenza di rappresentanze ambientaliste, il blocco delle politiche di sistema, l’oblio di strumenti fondamentali quale la Carta della natura e il consistente taglio alle risorse e al personale sono i tratti caratteristici dell’attuale azione di gorverno.</p>
<p>I parchi non hanno ora interlocutori politici, quasi che siano scomparsi dal bagaglio culturale dei partiti . Di interlocutori politici, i parchi e il frammentato,ma esteso, mondo che ruota attorno ai parchi hanno un estremo bisogno. Sinistra Ecologia Libertà intende svolgere una funzione importante e rappresentare uno di tali interlocutori non soltanto per il ruolo che suoi esponenti hanno svolto e continuano a svolgere in questo settore (a livello culturale, politico, sindacale, associativo), ma soprattutto perché SEL è intrisa di ecologia e le grandi questioni della gestione del territorio e della conservazione della natura entrano a far parte della ragione della sua esistenza.</p>
<p>Con il seminario del 9 giugno si intende avviare un percorso in tal senso. Si partirà da un’analisi della situazione esistente a un anno dall’entrata in vigore della legge per poi allargare la riflessione al ruolo dei parchi oggi e alle relative potenzialità in termini di tutela e valorizzazione. Non dimenticando un fondamentale strumento di monitoragggio dello stato dell&#8217;ambiente naturale del Piemonte, come la Carta della natura, prevista dalla legge vigente, ma lungi dall’essere adottata dalla Giunta regionale.</p>
<p><em><strong>Monica Cerutti &#8211; Consigliera regionale SEL<br />
Fabio Lavagno &#8211; Vanda Bonardo Coordinamento regionale SEL </strong></em></p>
<p><a href="http://fabiolavagno.files.wordpress.com/2012/06/volantino-seminario-parchi-piemontesi-definitivo.pdf">Volantino</a></p>
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		<title>Legge regionale sui parchi: atto liberista che guarda al passato</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 15:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[“Una legge che costringe la nostra Regione  a passare da una posizione di avanguardia in ambito nazionale ad una dimensione assai più modesta nella gestione delle aree protette.- Commentano Fabio Lavagno Coordinatore Regionale e Vanda Bonardo Responsabile ambiente di SEL Piemonte &#8211; relativamente all’approvazione della nuova legge sui parchi. -“Piuttosto che una scelta di gestione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Una legge che costringe la nostra Regione  a passare da una posizione di avanguardia in ambito nazionale ad una dimensione assai più modesta nella gestione delle aree protette</em><span id="more-2886"></span>.- Commentano <strong>Fabio Lavagno </strong>Coordinatore Regionale e <strong>Vanda Bonardo </strong>Responsabile ambiente di SEL Piemonte &#8211; relativamente all’approvazione della nuova legge sui parchi. -“<em>Piuttosto che una scelta di gestione innovativa e moderna delle aree protette, la legge è la chiara espressione di un progressivo disinteresse verso il patrimonio ambientale</em> &#8220;.<!--more--></p>
<p>La scelta di collocare le <em>zone di salvaguardia</em>  al di fuori della rete delle aree protette determinerà in molti casi ( parco del Po ad esempio)  conseguenze gravi, con il  danneggiamento di un sistema di gestione che ha dimostrato di funzionare in questi anni.<em> </em>Si tratta di una riduzione di  diverse decine di migliaia di ettari protetti in Piemonte, in assoluta controtendenza rispetto alle politiche che al riguardo si perseguono da anni in tutta Europa e nel mondo. Politiche di estensione del sistema delle aree protette come necessità, da un lato,  per far fronte, insieme a tante altre scelte, ai drammatici problemi ambientali che affliggono il nostro pianeta, ma anche, dall’altro, per porre le basi di uno  sviluppo economico orientato verso la sostenibilità ambientale (la cosiddetta green economy) .<!--more--></p>
<p>“<em>Allo stesso modo è da bocciare la ridefinizione dei componenti dei Consiglio dei Parchi, scelta che va nella direzione, da un lato, di impoverire il livello, già limitato, della rappresentatività del territorio, dall’altro, di sacrificare la presenza delle necessarie competenze utili alla buona gestione di realtà complesse quali sono le aree protette. In particolare riteniamo assai grave l’esclusione delle Associazioni Ambientaliste</em>.- affermano <strong>Lavagno e Bonardo</strong>-  <em>Tale presenza è peraltro espressamente prevista dalla legge nazionale  394 del 1991. Infatti con essa si prevede che nel Consiglio direttivo di ogni Ente parco nazionale siano nominate …”persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura”… Altrettanto sbagliato cancellare la rappresentanza delle associazioni agricole, quali soggetti in grado di garantire un serio e continuativo presidio del territorio. Difficilmente comprensibile anche le decisioni prese nei confronti dei Sacri Mont, la cui gestione risulterà dispersiva, slegata dai contesti territoriali e priva delle necessarie valorizzazioni che richiederebbe un patrimonio tutelato dall’UESCO </em>”</p>
<p>Una netta condanna da parte di SEL anche per quel che concerne la gestione forestale e faunistica per non parlare del  piano d’Area e  della modifica dei confini delle aree protette un tempo prerogativa del Consiglio regionale ed ora ridotte ad un formale atto di delibera di Giunta.</p>
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