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	<title>Fabio Lavagno &#187; politica</title>
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		<title>Cosa farò ?</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 12:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
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			<p style="text-align: justify;">Sono ore convulse e particolarmente travagliate. In molti mi state contattando per sapere che cosa farò. Siete davvero in tanti e non riesco a rispondere a tutti (e forse Facebook non è la sede più idonea). Per questo vi dico: confrontiamoci insieme.<span id="more-8458"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Su sollecitazione di alcuni compagni avevo previsto una riunione per sabato prossimo alle 10 nella sede Sel di Casale Monferrato (via Lanza 116). Perché quello che farò lo deciderò nella mia città, in quella sezione (ancora non si erano inventati i circoli!) in cui ho iniziato a fare politica, non certo a Roma e lo farò con i miei compagni di strada di sempre. Se vi va di confrontarci e di incontrarci, non perdiamo questa occasione che estendo a tutti.</p>

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		<title>Il potere dei followers</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2012 13:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Thomas L.Friedman Dai politici sempre su Twitter ai governanti sotto ricatto di telefonini e filmati caricati online, la tecnologia fa dipendere anche le scelte dalla “popolarità” e dal numero di seguaci  i leader estinti dai social network che li giudicano minuto per minuto. Ciò presenta numerosi vantaggi: più partecipazione, più innovazione e più trasparenza. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Thomas L.Friedman</strong></p>
<p>Dai politici sempre su Twitter ai governanti sotto ricatto di telefonini e filmati caricati online, la tecnologia fa dipendere anche le scelte dalla “popolarità” e dal numero di seguaci  i leader estinti dai social network che li giudicano minuto per minuto.<span id="more-4437"></span></p>
<p>Ciò presenta numerosi vantaggi: più partecipazione, più innovazione e più trasparenza. Ma è possibile che la partecipazione diventi troppa? Che i leader prestino ascolto e inseguano in ogni momento così tante voci da diventarne schiavi?<br />
Mercoledì scorso, su un articolo di Politico.com è apparsa la seguente frase: «I team elettorali di Obama e Romney passano il tempo ad attaccarsi su Twitter, e contemporaneamente denunciano la prolungata mancanza di proposte elettorali serie. Tuttavia, quando hanno avuto l’occasione di spiegare tutte le loro forze hanno quasi sempre scelto di volare basso».<br />
La scorsa settimana a Londra mi è addirittura capitato di sentire una parola nuova: “popolarismo”. È la über-ideologia dei nostri tempi. Leggi i sondaggi, segui i blog, tieni il conto dei messaggi che appaiono su Twitter e degli stati di Facebook e dirigiti esattamente là dove si trovano gli altri – e non dove pensi che dovrebbero andare. Ma se tutti “seguono”, chi dirige?<br />
C’è poi il fattore esposizione. Oggi, chiunque possiede un telefonino è un paparazzo; chiunque abbia un account di Twitter è un cronista; chiunque ha accesso a YouTube è un regista. Quando tutti sono paparazzi, reporter e registi, gli altri sono personaggi pubblici. E per un personaggio realmente pubblico – un politico – lo scrutinio può diventare talmente sgradevole<br />
da rendere la vita pubblica qualcosa da evitare a ogni costo. Alexander Downer, ex ministro degli Esteri australiano, mi ha recentemente fatto notare che «molti leader sono sottoposti a uno scrutinio senza precedenti. E mente ciò non scoraggia i migliori tra loro, la costante e ridicola interazione con il pubblico rende più difficile per loro il compito di prendere delle decisioni sensate e coraggiose». Per quanto riguarda il mutamento generazionale, siamo passati dalla “più grande generazione d’America”, che credeva nell’importanza di risparmiare e investire per il futuro, a una generazione di “baby boomer”, che credevano nel prendere denaro a prestito e spenderlo subito. Basta mettere a confronto George W. Bush con suo padre George H. W. Bush. Dopo essersi arruolato come volontario nella Seconda guerra mondiale all’indomani di Pearl Harbor, questi ebbe occasione di temprarsi come leader durante la guerra fredda – un’epoca nella quale si faceva sul serio, e i politici non potevano semplicemente limitarsi a seguire i sondaggi. Una volta diventato presidente, Bush padre ha aumentato le tasse quando la prudenza fiscale lo richiedeva. Suo figlio, un “baby boomer” che si è sottratto alla leva, è stato invece il primo presidente nella storia degli Stati Uniti a tagliare le tasse mentre il Paese era alla prese non con una, bensì con due guerre.<br />
Quando si dispone di tecnologie che facilitano reazioni e giudizi rapidi e immediati, e quando si ha a che fare con una generazione abituata a ricevere gratificazioni istantanee — ma ci si trova a dover affrontare dei problemi le cui soluzioni richiedono traiettorie complesse, come l’attuale crisi creditizia o la mancanza di posti di lavoro o l’esigenza di ricostruire da zero i Paesi arabi – si è alle prese con un’autentica discrepanza – nonché una sfida per la leadership. Quasi ogni leader oggi deve chiedere al proprio popolo di farsi carico degli oneri, e non limitarsi a godere dei benefici, e di studiare di più e lavorare meglio – e tutto questo solo per tenersi al passo. Ciò richiede una leadership straordinaria, che deve iniziare con il mettere i cittadini a parte della verità.<br />
Dov Seidman, autore del libro How e fondatore della Lrn, un’azienda che offre consulenze di leadership ai dirigenti di impresa, afferma da tempo che «nulla ispira le persone più della verità». Molti leader ritengono che raccontare la verità possa renderli vulnerabili – rispetto al pubblico o ai loro avversari. Ma si sbagliano.<br />
«L’aspetto più importante del dire la verità è che così facendo si rafforza il legame con chi ci ascolta», spiega Seidman. «Perché quando dimostriamo di avere fiducia negli altri mettendoli a parte della verità, questi a loro volta si fidano di noi». I leader che nascondono i fatti creano ai loro cittadini ulteriori problemi e più confusione. «Dimostrare fiducia negli altri condividendo con la realtà dei fatti equivale a fornire loro un pavimento solido», aggiunge Seidman. «È una scelta che obbliga ad agire. È quando ci si trova ancorati a una verità condivisa che si inizia a risolvere insieme i problemi. E questo è il primo passo per migliorare la propria situazione». Non è così che vediamo comportarsi i leader dell’America, del mondo arabo e dell’Europa. Si sarebbe portati a credere che uno di loro, almeno uno, avrebbe colto l’occasione per mettere i propri cittadini al corrente dei fatti, spiegando loro a che punto si trovano, quale dovrebbe essere il loro obiettivo, quale strategia occorre seguire per raggiungerlo e qual è il contributo che ciascuno di loro deve dare affinché la situazione migliori. Un leader che si comporta così avrà dei “seguaci” e degli “amici” in carne ed ossa – e non virtuali.</p>
<p>FONTE: THOMAS L. FRIEDMAN – LA REPUBBLICA | 27 GIUGNO 2012<br />
(Traduzione di Marzia Porta) © The New York Times-la Repubblica</p>
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		<title>Il blog nella classifica  di Wikio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 15:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo blog è entrato nella classifica di Wikio e riporta oggi la posizione 254 tra i blog che trattano di politica.  Wikio è un motore di ricerca di news compilato direttamente dai propri utenti. Monitora migliaia di fonti d&#8217;informazione, estraendo in particolare in tempo reale le notizie di agenzia che classifica tematicamente per poi archiviarle [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://fabiolavagno.files.wordpress.com/2010/05/wikio.jpg"><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2199" title="wikio" src="http://fabiolavagno.files.wordpress.com/2010/05/wikio.jpg?w=150" alt="" width="150" height="112" /></strong></a><strong>Questo blog è entrato nella classifica di Wikio e riporta oggi la posizione 254 tra i blog che trattano di politica</strong>. </p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.wikio.it/">Wikio</a> è un motore di ricerca di <em>news</em> compilato direttamente dai propri utenti. Monitora migliaia di fonti d&#8217;informazione, estraendo in particolare in tempo reale le notizie di agenzia che classifica tematicamente per poi archiviarle in un database di milioni di documenti. L&#8217;archiviazione degli articoli si basa sulla pertinenza delle notizie e della popolarità di queste espressa dai lettori che votano, commentano o che scrivono a loro volta degli articoli.</p>
<p style="text-align:justify;"> La classifica viene  aggiornata ogni mese e la posizione di un blog è determinata dal numero dei link che riceve da altri blog e dall&#8217;importanza di questi.</p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di un risultato molto soddisfacente, soprattutto per un blog gestito artigianalmente come questo. Da oggi sarà possobile monitore la posizione del blog da un banner presente nella home.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
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		<title>Democrazia e nuovi media una sfida per la politica casalese</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 17:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Democrazia e partecipazione sono vocaboli che in Europa in generale e nel nostro Paese in particolare denotano stanchezza e lontananza quando non denunciano una crisi profonda, specie se paragonate con le grandi spinte ideali del secolo scorso. Oggi, a differenza del passato, la tecnologia mette a disposizione nuovi mezzi che risultano essere rivoluzionari se paragonati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://fabiolavagno.files.wordpress.com/2009/07/800px-web_2-0_map-svg_1.jpg?w=150" alt="" width="169" height="133" title="" />Democrazia e partecipazione sono vocaboli che in Europa in generale e nel nostro Paese in particolare denotano stanchezza e lontananza quando non denunciano una crisi profonda, specie se paragonate con le grandi spinte ideali del secolo scorso.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi, a differenza del passato, la tecnologia mette a disposizione nuovi mezzi che risultano essere rivoluzionari se paragonati con quelli di una comunicazione prettamente uni-direzionale del passato.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-1616"></span>Gli strumenti messi a disposizione dalla rete ed in particolare da quella che viene definita la nuova fase del web 2.0, rappresentano la vera novità e la sfida più alta con la quale la politica ha l&#8217;obbligo di misurarsi, dimostrandosi, possibilmente, all&#8217;altezza.</p>
<p style="text-align:justify;">Saper raccogliere, utilizzare e confrontarsi con i “nuovi media” è bagaglio necessario per ogni politico o amministratore che abbia a cuore la democrazia e il rapporto aperto con i cittadini.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi strumenti di cui spesso si parla, ma che poco convintamente vengono praticati, hanno un carattere di orizzontalità totalmente nuovo inavvicinabile dai mezzi di comunicazione tradizionali.</p>
<p style="text-align:justify;">I mezzi d&#8217;informazione del &#8217;900, in particolare il più recente e più massivo quello televisivo hanno rappresentato molto sul piano della formazione di un identità comune nazionale, ma anche su quello dell&#8217;omologazione così come hanno mediamente aumentato il livello culturale medio, ma progressivamente disincentivato il pensiero critico, con il prevalere del meccanismo commerciale.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi è necessario, ed è possibile, essendovi gli strumenti a costi accessibili, di immaginare il web come uno spazio vivo e reale e non solo come un mezzo, uno spazio in cui ciascuno possa avere pieno diritto di cittadinanza e riscoprire nuovo senso di appartenenza anche alle forme di partecipazione e democrazia.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;esperimento, perché di questo mi pare si sia trattato, che la seduta d&#8217;insediamento del Consiglio Comunale di Casale, venisse interamente trasmesso tramite webTV, mi pare sia stato un ottimo tentativo in questo senso.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorre adesso raccogliere questo tentativo e renderlo pienamente efficace. Bisogna capire se l&#8217;Amministrazione appena insediatasi in questa città, vuole perseguire fino in fondo questa strada . Sarebbe grave se l&#8217;Amministrazione si limitasse ad aver permesso, convinta di perseguire propri fini d&#8217;immagine la seduta, senza concordarlo con i gruppi consiliari, nella quale si è insediato anche il neo-Sindaco, con tanto di pubblico plaudente e , contrariamente al regolamento mai richiamato dalla neo-eletta Presidente del Consiglio.</p>
<p style="text-align:justify;">Su queste tematiche che attengono all&#8217;innovazione, alla partecipazione e alla democrazia più in generale siamo pronti ad aprire un confronto serio e costante con la nuova Amministrazione ed all&#8217;interno del Consiglio Comunale.</p>
<p style="text-align:justify;">Avvicinare i cittadini alle istituzioni non è solo un nostro generico dovere, ma una buona pratica che va perseguita con perseveranza e convinzione. Per queste ragioni proponiamo che le sedute del Consiglio Comunale vengano trasmesse nella forma sperimentata, non in forma occasionale, ma regolarmente ed in forma integrale. Questo potrà essere possibile se l&#8217;Amministrazione si doterà degli strumenti per poterlo fare con propri mezzi o delle risorse necessarie per dotarsi esternamente di questo servizio con continuità.</p>
<p style="text-align:justify;">Occorrerà, naturalmente, individuare le forme ed i modi più opportuni per garantire la piena dignità del Consiglio e dei suoi lavori così come forme di garanzia per tutti i membri ed i partecipanti al Consiglio stesso. Sono certo, tuttavia, questi aspetti regolamentari potranno essere facilmente superati rifacendosi ad altre istituzioni che già praticano simili forme di diffusione dei propri lavori.</p>
<p style="text-align:justify;">La vera questione resta, invece, la volontà di confrontarsi sulla piena accessibilità e la possibilità che la politica ha di recuperare un rapporto sereno e trasparente con i cittadini, in particolare quelli più giovani.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Sul sito de Il Monferrato questa testo è stato inserito in un forum per partecipare alla discussione clicca </em><a href="http://www.ilmonferrato.it/articolo_lettere.php?ARTICLE=0ffe6e8f0baab13d1de14d970e703665"><em>qui</em></a></p>
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		<title>AI SEGRETARI E PRESIDENTI DI PDL,PD,IDV,LEGA NORD,UDC</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 13:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[SEL: c'è un'Italia migliore]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Fava]]></category>
		<category><![CDATA[norma di legge]]></category>
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		<description><![CDATA[Sinistra e Libertà con questa lettera chiede che i soldi dei rimborsi elettorali, ingiustamente sottratti ai partiti che non hanno raggiunto la soglia alle Europee, vengano donati per ricostruire l’università dell’Aquila. Sottoscrivi anche tu la nostra petizione. INVIA L’EMAIL AI SEGRETARI E PRESIDENTI DI PARTITO Il tema del finanziamento della politica, come lei ben sa, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="http://www.sinistraeliberta.it/wp-content/uploads/2009/04/banner-universita-aquila.jpg" alt="" width="190" height="121" title="" />Sinistra e Libertà con questa lettera chiede che i soldi dei rimborsi elettorali, ingiustamente sottratti ai partiti che non hanno raggiunto la soglia alle Europee, vengano donati per ricostruire l’università dell’Aquila. Sottoscrivi anche tu la nostra petizione.</em></p>
<p><strong><a href="http://www.sinistraeliberta.it/ai-segretari-e-presidenti-di-pdlpdidvlega-nordudc-invio-email/"><strong>INVIA L’EMAIL AI SEGRETARI E PRESIDENTI DI PARTITO</strong></a></strong></p>
<p><strong><strong><span id="more-1560"></span><br />
</strong></strong></p>
<p>Il tema del finanziamento della<strong> politica</strong>, come lei ben sa, è stato discusso nelle aule parlamentari in occasione della recente introduzione della soglia di sbarramento del 4% per accedere al <strong>Parlamento europeo</strong>.</p>
<p>In quell’occasione l’<strong>Aula del Senato</strong> si pronunciò, praticamente all’unanimità, per garantire anche a coloro che non avessero superato il 4% , ma che avessero ottenuto il 2% dei voti validi, la possibilità di un <strong>rimborso elettorale.</strong></p>
<p>La decisione unanime del Senato è stata, purtroppo, cancellata dalla Camera dei deputati.</p>
<p>L’effetto concreto è stato quello di privare le liste che non hanno raggiunto il quorum non soltanto della loro rappresentanza parlamentare ma anche della possibilità di accesso a una qualche forma di rimborso elettorale.</p>
<p>Ciò, tuttavia, non ha comportato alcuna forma di risparmio per le casse dello <strong>Stato</strong>.</p>
<p>La <strong>norma di legge </strong>attribuisce, infatti, ai partiti che hanno superato la soglia del 4% i soldi negati alle liste non l’hanno superata.</p>
<p>Non si tratta di una piccola somma.</p>
<p>I vostri <strong>partiti,</strong> grazie alla norma da voi stessi votata, incasseranno la bella cifra di 30.554.593 euro.</p>
<p>Sarebbe stato giusto prevedere nella legge la restituzione allo <strong>Stato</strong> di questa somma.</p>
<p>Ciò non è, purtroppo, avvenuto nonostante il tentativo di qualche isolato parlamentare.</p>
<p>I firmatari di questa lettera- appello, in attesa che questa norma di legge sia rivista, vi chiedono di fare attraverso un gesto politico ciò che non si è potuto fare attraverso la legge: restituire a una finalità pubblica i 30.554.593 in più che percepirete.</p>
<p>A questo riguardo vi proponiamo di versare l’intera somma sul conto corrente della <strong>Università dell’Aquila</strong>, la cui ricostruzione dopo il terremoto costerà non meno di 220 milioni di euro.</p>
<p>L’accoglimento della nostra richiesta costituirebbe un gesto di straordinaria sensibilità politica e si aggiungerebbe alle tante iniziative di raccolta fondi che si stanno sviluppando nel Paese.</p>
<p>Il versamento va fatto sul seguente conto: Nome del conto: Università degli studi dell’Aquila IBAN IT 80 T 03002 03601 000400240569 Codice swift: BROMITR1A20</p>
<p><strong>C.Fava</strong>, <strong>G.Francescato</strong>, <strong>U.Guidoni,</strong> <strong>R.Nencini</strong>,<strong>N.Vendola</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.sinistraeliberta.it/ai-segretari-e-presidenti-di-pdlpdidvlega-nordudc-invio-email/"><strong>INVIA L’EMAIL AI SEGRETARI E PRESIDENTI DI PARTITO</strong></a></strong></p>
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