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	<title>Fabio Lavagno &#187; Tribunale Torino</title>
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		<title>Eternit: la dolorosa ma necessaria via per la giustizia</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 05:19:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Lavagno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto]]></category>
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			<p style="text-align: justify;">E’ trascorso esattamente un anno da quando il 13 febbraio 2012 il Tribunale di Torino ha emesso la sentenza del Processo Eternit. La sentenza aveva qualcosa di storico e decisivo, non solo perché si è trattato del più grande processo penale in Italia e nel mondo per le morti d’amianto, ma perché riconosce e punisce il disastro doloso e l’omissione dolosa di misure antinfortunistiche.<img title="More..." alt="" src="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle motivazioni della condanna a carico di Schmidheiny e De Cartier, ritenuti colpevoli si legge: “<i>hanno cercato di nascondere e minimizzare gli effetti nocivi per l’ambiente e le persone derivanti dalla lavorazione dell’amianto pur di proseguire nella condotta criminosa intrapresa, facendo così trasparire un dolo di elevatissima intesità’.</i></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi si apre l’Appello per lo stesso procedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un ulteriore passo, doloroso, ma necessario nel percorso della giustizia per una battaglia battaglia che, iniziata sindacalmente, è divenuta coscienza civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo spirito con cui intere comunità si stringono e parteciperanno costantemente seguendo l’iter giudiziario è lo stesso di sempre: perseguire la via della giustizia per ribadire ancora una volta che la produzione e il lavoro non sono merci e che la salute e l’ambiente non sono barattabili economicamente.<span id="more-5198"></span></p>

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			<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Una volta ancora occorrerà ribadire con forza che le motivazioni che portarono alla condanna dei due imputati in primo grado, cioè che se il lavoro non è merce,la sua sicurezza, il suo valore la sua dignità sono limiti invalicabili, non disponibili per il profitto e per la competizione.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Casale Monferrato con la vicenda Eternit è divenuta un paradigma non solo nazionale, su come non vi possa essere ricatto tra salute e lavoro, tra sviluppo e ambiente. Allo stesso tempo su come si sia creata una forte cultura del recupero ambientale, della bonifica e come su questo terreno vi sia ancora molto da fare nell’intero Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">La tragica esperienza delle migliaia di vittime dell’amianto, che fossero lavoratori o meno, il dolore dei famigliari lancia un messaggio chiaro sulle scelte che responsabilmente occorrerà adottare quando vogliamo immaginare e programmare il futuro.</p>

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