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	<title>Fabio Lavagno &#187; Unione Europea</title>
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		<title>La corsa globale al vaccino non è una nuova Guerra Fredda</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2020 12:10:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Possiamo affermare, nemmeno troppo provocatoriamente, che il 2020 non sia cominciato il primo gennaio, ma, almeno simbolicamente, che abbia trovato il suo vero inizio con il capodanno cinese. Nel seguire il calendario lunare, che fissava l’inizio del nuovo anno “del Topo” sul finire del mese di gennaio, la Cina, prima, e il Mondo, poi, sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Possiamo affermare, nemmeno troppo provocatoriamente, che il 2020 non sia cominciato il primo gennaio, ma, almeno simbolicamente, che abbia trovato il suo vero inizio con il capodanno cinese. Nel seguire il calendario lunare, che fissava l’inizio del nuovo anno “del Topo” sul finire del mese di gennaio, la Cina, prima, e il Mondo, poi, sono entrati nel nuovo anno o forse, sarebbe meglio dire, in una nuova epoca.</p>
<p>continua su <a href="https://www.pandorarivista.it/articoli/la-corsa-globale-al-vaccino-non-e-una-nuova-guerra-fredda/">Pandora Rivista</a></p>
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		<title>CORONAVIRUS, COSÌ IL MODELLO CINESE SFIDA L’IDEA DI EUROPA</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2020 15:01:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poche settimane fa, nel concludere una conferenza di un ciclo di formazione rivolto ai docenti di un liceo piemontese, affermavo che la Cina avrebbe fatto di tutto non solo per uscire in tempi rapidi dall’emergenza relativa al Corona Virus, ma avrebbe cercato di sfruttare questa occasione, partita da una situazione drammatica, come promozione della propria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Poche settimane fa, nel concludere una conferenza di un ciclo di formazione rivolto ai docenti di un liceo piemontese, affermavo che la Cina avrebbe fatto di tutto non solo per uscire in tempi rapidi dall’emergenza relativa al Corona Virus, ma avrebbe cercato di sfruttare questa occasione, partita da una situazione drammatica, come promozione della propria immagine di Paese forte, unito, moderno ed efficiente.</p>
<p>Era il 20 febbraio. L’Italia, l’Europa, come il resto del mondo, si presumevano immuni dalla nuova emergenza che sembrava relegata alla Cina o comunque all’Estremo Oriente. Una distanza geografica, e ancor più culturale, davanoall’Occidente nel suo complesso l’impressione che il pericolo fosse lontano o al più aggirabile con alcuni (discutibili) espedienti come il blocco dei voli diretti, l’astensione dai luoghi di ristoro o di frequentazione orientali, punte più o meno evidenti di razzismo.</p>
<p>Continua su <a href="https://www.glistatigenerali.com/geopolitica/coronavirus-modello-cinese-europa/">Gli Stati Generali</a></p>
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		<title>Dimezzate le infrazioni ue. Italia meglio di Germania e Francia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2017 13:21:43 +0000</pubDate>
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			<p style="text-align: justify;">Dalla maglia nera d’Europa a un vero e proprio record nella riduzione delle procedure di infrazione.<span id="more-11996"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se fino a febbraio 2014, quando si parlava di attuazione delle norme Ue, il posto dell’Italia era sempre dietro la lavagna, ora il nostro paese supera paesi come Francia, Germania e Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, grazie a una incredibile inversione di tendenza che ha permesso di dimezzare l’enorme numero di infrazioni italiane – passate in poco più di 3 anni da 120 a 65 &#8211; e risparmiare 2 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GRANDE PERFORMANCE ITALIANA</strong><br />
Oltre a una grande determinazione politica, la strategia con cui i governi Renzi e Gentiloni hanno avuto successo laddove nessun altro governo era riuscito, si fonda su tre direttrici: il rispetto a monte, ovvero in sede legislativa, delle decisioni europee, fattore che ha portato a un netto calo nell’apertura di nuove procedure; un grande incremento delle archiviazioni; le migliori performance in termini di recepimento delle normative Ue e di gestione del contenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I VANTAGGI</strong><br />
L’accelerazione che ha portato al dimezzamento delle procedure offre più vantaggi. Da un lato, consente all’Italia di disporre di notevoli risorse altrimenti non spendibili e di introdurre importanti innovazioni a favore dei cittadini. Dall’altro, restituisce al nostro Paese una maggiore credibilità e quindi un maggior potere negoziale in sede europea.A Bruxelles, solo chi rispetta le regole ha infatti voce in capitolo sul percorso di adozione e di modifica delle regole stesse e delle politiche dell’Unione. Grazie alla riconquistata autorevolezza, l’Italia può ora influenzare molto di più le decisioni europee in modo che siano più consone alle nostre esigenze.</p>

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			<a class="wpb_button_a" title="Statistiche Infrazioni UE" href="http://ec.europa.eu/internal_market/scoreboard/performance_by_governance_tool/infringements/index_en.htm" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large">Statistiche Infrazioni UE</span></a>

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		<title>Si Crei un Piano Nazionale Giovani</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Nov 2014 15:23:34 +0000</pubDate>
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			<p style="text-align: justify;">Nelle votazioni sulla Legge di Stabilità è stato accolto come raccomandazione un mio ordine del giorno sulla promozione di un Piano Nazionale per la Gioventù e lo Sviluppo del Paese.<span id="more-8956"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso anno la stessa Corte dei Conti, analizzando l’impiego delle risorse del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili, ha dettagliatamente e severamente giudicato la dispersione di risorse in iniziative con impatto insoddisfacente, individuando nella mancanza di sistematicità il principale fattore di debolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; importante, pertanto come indicato nel dispositivo dell&#8217;ordine del giorno, creare uno strumento di programmazione serio rispetto agli interventi a favore della popolazione giovanile, applicando il metodo del dialogo strutturato, come definito dall’Unione Europea, con i giovani, le loro rappresentanze e le organizzazioni attive sul piano nazionale, per permettere ai giovani stessi di essere parte creativa e proponente dell&#8217;intero processo.</p>
<p>&nbsp;</p>

		</div> 
	</div>  <a class="wpb_button_a" title="Testo Ordine del Giorno" href="http://www.fabiolavagno.it/blog/wp-content/uploads/2014/11/Ordine-del-giorno-Lavagno-Piano-politiche-giovanili.pdf" target="_blank"><span class="wpb_button  wpb_btn-danger wpb_btn-large wpb_document_pdf">Testo Ordine del Giorno <i class="icon"> </i></span></a>
</p>
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		<title>Inchiesta sul nucleare n.1: &#8220;La truffa dei costi inziali&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 14:17:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Senato ha approvato nelle scorse settimane il DDL Sviluppo che riapre le porte del nucleare in Italia. A 22 anni di distanza dal referendum, il Governo toglie ogni potere decisionale alle amministrazioni locali (alla faccia del Federalismo della Lega!) ed entro 6 mesi individuerà i siti possibili per la costruzione delle nuove centrali. In [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="size-thumbnail wp-image-1654 alignleft" title="costi-nucleare" src="http://fabiolavagno.files.wordpress.com/2009/07/costi-nucleare.jpg?w=150" alt="costi-nucleare" width="254" height="101" />Il Senato ha approvato nelle scorse settimane il <a href="http://www.sinistraeliberta.it/francescato-su-ddl-sviluppo-nucleare-follia-ambientale/" target="_blank"><strong>DDL</strong> <strong>Sviluppo</strong> </a>che <strong>riapre le porte del <a href="http://www.sinistraeliberta.it/guidoni-umberto-nucleare-sinistra-e-liberta/" target="_blank">nucleare in Italia</a></strong>. A 22 anni di distanza dal <a href="http://www.sinistraeliberta.it/francescato-sul-nucleare-non-escluso-nuovo-referendum/" target="_blank">referendum</a>, il Governo toglie ogni potere decisionale alle amministrazioni locali (alla faccia del Federalismo della Lega!) ed <strong>entro 6 mesi </strong>individuerà i<strong> <a href="http://www.sinistraeliberta.it/vendola-niente-nucleare-in-puglia/" target="_blank">siti possibili</a> per la costruzione delle nuove centrali</strong>.</p>
<p align="justify"><span id="more-1653"></span>In questi anni<strong> la Sinistra</strong>, in particolare quella ambientalista, è sempre stata <strong>attaccata per le sue posizioni antinucleariste </strong> fondate esclusivamente, secondo loro, su <strong>ragioni ambientali</strong>. I critici della Sinistra sono coloro che poi evitano di parlare esplicitamente e con <strong>chiarezza dei costi che il nucleare comporta</strong>.</p>
<p align="justify">Secondo<strong><em> Enel</em></strong> i <strong>costi stimati per la costruzione di una centrale da 1700 &#8211; 1800 MW si aggirerebbero intorno ai 3,5 miliardi di euro</strong>.</p>
<p align="justify">Per la costruzione della centrale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reattore_nucleare_europeo_ad_acqua_pressurizzata" target="_blank"> <em><strong>Olkiluoto-3</strong></em></a> <strong>in Finlandia, i costi sono già arrivati a 5 miliardi di euro per lo stesso tipo di reattori </strong>che si vorrebbe installare in Italia. Va detto che la <strong>previsione iniziale </strong>era di <strong>3,2 miliardi </strong>ma poi c’erano stati degli intoppi che hanno rallentato i lavori del “gioiello” finlandese a cominciare dalle saldature dei circuiti del reattore, fino al guscio di contenimento e alla base di supporto dell’impianto per i quali è stato utilizzata una cattiva qualità di cemento. Questi <strong>ritardi sono costati ad <em>Areva</em> e <em>Siemens</em></strong>, <strong>2 miliardi di €</strong>. E non siamo che agli inizi dell’opera, una fase che sulla carta presenta meno difficoltà di quelle successive.</p>
<p align="justify">Dal mondo della finanza <strong><em>Moody’s Investor Service </em></strong>ci dice che i <strong>costi si aggirano sui 4,6 miliardi</strong>, mentre per il <strong>colosso tedesco dell’energia</strong>, <strong><em>E.On</em></strong>, la <strong> spesa è di 6 miliardi di €</strong>. Negli <strong>Stati Uniti</strong>, dove il presidente Obama ha appena bocciato il nucleare per la sua dispensiosità, il <strong>costo</strong> è di <strong>5,3 miliardi per una potenza prodotta di 1000MW</strong> (<em>Fonte</em>: FPL,Florida Power&amp;Light Co.).</p>
<p align="justify">Produzione inferiore a quella italo-francese. I <strong>costi dichiarati da <em>Enel </em>sono dunque inferiori a tutto il resto del mondo</strong>, non si capisce come sia possibile visto che <strong><em>Areva</em>, società statale francese che dovrebbe operare anche in Italia</strong>, sia la <strong>stessa che sta costruendo <em>Olkiluto-3 </em></strong>e visto che l’<strong>Italia</strong>, a differenza della Finlandia, deve a far ripartire da zero l’intera filiera (dalla fabbricazione del combustibile, le barre di uranio, fino al riprocessamento delle stesse) prevedendo una <strong>serie di costi iniziali che altri paesi non hanno </strong>e che in tutte le altre stime non vengono nemmeno prese in considerazione.</p>
<p align="justify">Se dunque i <strong>capitali necessari si aggirano sui 5 miliardi di €</strong>, cerchiamo ora di capire <strong>da dove arrivano i soldi nel mercato energetico liberalizzato dall’Unione Europea</strong>. Se <strong>prima erano gli stati a reperire i fondi, oggi devono essere i privati</strong> a reperire le risorse necessarie ad investire; tenete bene a mente che le <strong>aziende private non possono beneficiare di aiuti di stato </strong>così come previsto dall’ordinamento europeo. <em>Olkiluto</em> ci dimostra nuovamente come questo non avvenga a causa dei costri troppo elevati. Nella civile Finlandia, le <strong>agenzie pubbliche di credito</strong> alle esportazioni (<em>ACE</em>) francese e svedese (rispettivamente la <em>Coface </em>e l<em>‘EKN</em>), <strong>in Italia SACE</strong> agenzia del ministero dell’economia, <strong>e diverse banche pubbliche contribuiscono al progetto</strong> assicurando <strong>prestiti a tassi di interesse molto bassi </strong>e a condizioni estremamente favorevoli.</p>
<p align="justify">La <em>Coface</em> ha messo a disposizione un prestito ultra-agevolato di 570 milioni di euro per coprire il rischio di investimento della <em>Areva</em>, impresa controllata dallo stato francese che si è aggiudicata l’appalto per la costruzione del reattore. Altri 100 milioni di euro li ha garantiti invece l’<em>EKN</em>, mentre la cordata di banche guidata dalla tedesca (e pubblica) <em>Bayerische Landesbank</em><strong><em> </em></strong>ha erogato prestiti agevolati ad un tasso di interesse del 2,6% per 1,95 miliardi di euro. Il <strong>caso delle agenzie di credito appare particolarmente controverso</strong> in quanto per loro natura questi enti sono incaricati di proteggere le imprese nazionali che investono in paesi a rischio, ovvero, secondo quanto normalmente accade, nelle economie in via di sviluppo. Nel caso <em>Olkiluto-3</em> invece le Agenzie sono intervenute non solo in un paese industrializzato e non a rischio ma anche membro del medesimo mercato interno: l’Ue.</p>
<p align="justify"><strong>Greenpeace Finlandia</strong> <a href="http://www.terranauta.it/a843/greenpeace/greenpeace_la_finlandia_nei_guai_con_l_epr_e_la_disinformazione.html" target="_blank">ha denunciato</a> che circa il <strong>60 per cento dei fondi di investimento diretti</strong>, quelli usati per costituire il consorzio di società proprietario dell’impianto, la <em>TVO</em>, <strong>deriva da compagnie controllate dallo stato finlandese</strong>. Tra queste una serie di aziende municipalizzate che insieme a tutti gli altri soggetti della <em>TVO</em> si sono <strong>impegnate a comprare l’elettricità prodotta dall’<em>Epr </em>per 15 anni</strong>.</p>
<p align="justify">Dunque,<strong> i soldi per la costruzione delle centrali anche nel nuovo mercato </strong>libero europeo, tanto amato dai liberal, <strong>sono pubblici</strong>, soldi <strong>dei contribuenti</strong>. Oltre dunque agli <strong>aumenti delle bollette</strong> e le <strong>voci</strong> che già appaiono  come la <strong>A2</strong>, <strong>destinata allo smantellamento delle centrali già esistenti</strong>, il <strong>decreto sicurezza</strong> ha approvato un emendamento che crea surrettiziamente una <strong>tassa occulta</strong>, deviando un finanziamento che dal 2000 ad oggi ha visto arrivare nelle casse della società deputata a smantellare il nostro sistema nucleare, la <strong><em>Sogin</em></strong>, ben <strong>1.092,2 milioni di euro</strong>. <strong>Questi soldi</strong>, con molta probabilità, saranno <strong>utilizzati per pagare la costruzione delle central</strong>i, una nuova tassa a carico dei contribuenti. Ancora  una volta <strong>spetta ai cittadini finanziare un progetto con tecnologie vecchie</strong>, che verrà fatto grazie a <strong>conoscenze e teconologie straniere</strong> pur investondo il 50% dei finanziamenti destinati alla ricerca per l’energia, nel nucleare.</p>
<p align="justify">E’ sorprendente scoprire, però, come i <strong>costi di investimento iniziale rappresentino solo il 25% del costo complessivo di una centrale</strong>. Secondo il Governo Francese infatti la <strong>gestione copre il 43% del totale </strong>e lo <strong>smaltimento dei rifiuti il 32%</strong>. Se 6 miliardi di € sono l’investimento iniziale, una <strong>centrale</strong>, una sola, <strong>costerebe al contribuente 25 miliardi di €</strong>.</p>
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		<title>Siltal: l&#8217;incontro a Casale</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 17:00:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio di oggi 8 ottobre presso Palazzo S. giorgio , si è svolto l&#8217;incontro pormosso dall&#8217;Amministrazione casalese tra l&#8217;Assessore regionale Bairati e Siltal. All&#8217;incontro hanno partecipato l&#8217;Asssessore al Lavoro Fabio Lavagno e il Vicesindaco Gianni Crisafulli, i quali hanno rappresentato il percorso svolto e il ruolo che gli enti locali hanno giocato sino a questo punto [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nel pomeriggio di oggi 8 ottobre presso Palazzo S. giorgio , si è svolto l&#8217;incontro pormosso dall&#8217;Amministrazione casalese tra l&#8217;Assessore regionale Bairati e Siltal.</p>
<p>All&#8217;incontro hanno partecipato l&#8217;<strong>Asssessore al Lavoro Fabio Lavagno</strong> e il <strong>Vicesindaco Gianni Crisafulli</strong>, i quali hanno rappresentato il percorso svolto e il ruolo che gli enti locali hanno giocato sino a questo punto richiedendo un coivolgimento della Regione Piemonte per affrontare la situazione. Allo stesso tempo all&#8217;azienda è stata sottoposta la necessità di un aggiornamento rispetto alla non facile situazione economica che era stata registrata, a Roma&#8230;</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://fabiolavagno.wordpress.com/comunicati-stampa/siltal-lincontro-a-casale">continua&gt;</a></p>
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