Tribunale di Casale, l’amministrazione abdica al suo ruolo?

10 years ago by in Casale M. -Consiglio Comunale, Città di Casale Monferrato, Comunicati Stampa Tagged: , , , , , ,

La questione della probabile soppressione del Tribunale di Casale sotto i colpi della spending review, nome anglofilo per nascondere il nuovo violento attacco del Governo Monti ai servizi ai cittadini e agli Enti Locali, forse cadrà nel silenzio dell’afa estiva e dalle pastoie della crisi politica che blocca da settimane l’Amministrazione casalese.

Il Sindaco, nel settembre scorso, quando analoga attività di soppressione veniva dal Governo Berlusconi, aveva snobbato un’iniziativa consigliare delle opposizioni, preferendo intestarsi foto e comunicati stampa di riunioni con i rappresentanti di altre città piemontesi nelle stesse condizioni.

Oggi di quegli intenti poco rimane. Ivrea ha salvato la propria sede, Pinerolo riceve forti rassicurazioni e dobbiamo apprendere da organi di informazione che sindaci, forse in migliori condizioni politiche, stanno intraprendendo iniziative, non sappiamo di che portata, che potrebbero riguardare anche la realtà casalese.

Non sappiamo che respiro abbia la proposta del Sindaco di Tortona ad un parlamentare PDL, membro membro della Commissione Giustizia della Camera, il quale elargisce rassicurazioni in lungo e in largo per l’Italia a situazioni analoghe. Tale proposta prevederebbe che le sedi oggi soppresse possano diventare sedi staccate del Tribunale di Alessandria.

Il Centro-destra casalese, con lo stessa passione anglofila del Governo Monti, si è più volte riempita dell’espressione “fare lobby”. Ne conoscono il significato o ne hanno abusato solo perchè utilizzare termini stranieri attribuisce un’aria intelligente?

Varrebbe la pena che prima del passaggio parlamentare, necessario alla definitiva chiusura dei tribunali da sopprimere, l’amministrazione casalese, desse segni di vita. Ottenere un risultato positivo in questo senso, lo sappiamo è impresa quanto mai difficile, ma l’Amministrazione si renderebbe interprete di un’istanza politica largamente condivisa. Non farlo significherebbe abdicare del tutto al proprio ruolo confermando che tutto l’impegno è profuso nelle beghe interne alla maggioranza.

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