La lotta all’amianto è una priorità

9 years ago by in Senza categoria, Video Tagged: , , , , ,

la mia dichiarazione di voto sulla mozione unitaria dove si propone un piano nazionale amianto e fondi per vittime e bonifiche con l’esclusione dal patto di stabilità delle spese di bonifica.

Signor Presidente, credo che questa mattina, grazie al lavoro anche svolto dai gruppi, dai rappresentanti dei gruppi e dal Governo in particolare, si sia fatto un buon lavoro di sintesi tra le diverse mozioni presentate, che avevano finalità simili e comuni. La finalità comune a tutte le mozioni era quella di rivendicare, a poco più di vent’anni dalla legge che mette al bando l’amianto nel nostro Paese, l’importanza e la gravità di questo tema, per come ancora lo viviamo, per la sua diffusione e soprattutto per la capacità che ha questo materiale, estremamente utilizzato in varie forme e in vari ambiti, nel mietere vittime o nel creare patologie appunto asbesto-correlate.

Credo che questo sia stato un passaggio importante e mi sembra che ci sia anche una certa maturazione di un senso comune e diffuso rispetto ad alcuni punti, che sono poi quelli della mozione unitaria che noi questa mattina andiamo ad approvare.

Mozione unitaria che chiede alcuni punti che non sono solo di buonsenso e di senso comune, ma sono punti di attuazione per uscire dall’impianto, dal principio della norma e per arrivare effettivamente all’efficacia e all’attuazione di ciò che è previsto nelle norme. Pertanto, se da un lato è vero che da vent’anni non si è fermi rispetto alla tematica amianto, è vero anche che i passaggi fatti negli ultimi anni, dal 2008 a venire avanti, hanno bisogno di avere una loro legittimazione, più che altro nella loro capacità di essere tramutati in fatti. Quindi, in primis il piano nazionale amianto che rappresenta, come ho già detto più volte in quest’Aula, un punto di partenza importante, di messa a sistema, per quanto riguarda gli aspetti ambientali, sanitari e previdenziali.

Ha bisogno di avere i passaggi necessari, per cui non possiamo accontentarci solo che sia stato approvato nella Conferenza di Venezia del 2012 e varato nel 2013 perché manca della sua piena attuazione, della sua piena convalida attraverso la Conferenza Stato-regioni che, a più di un anno dal varo, non è ancora stata convocata con questa tematica. Così come dobbiamo ricordare che, tolti gli aspetti sanitari, è necessario che vengano finanziati anche gli altri aspetti inerenti al Piano nazionale amianto. Ed è necessario che la Conferenza Stato-regioni soprattutto si impegni, attraverso modalità come linee guida, con le regioni su altre iniziative fondamentali e inderogabili, se vogliamo parlare di reale messa al bando dell’amianto con in primis il censimento, ancora lungi dall’essere completato, step iniziale fondamentale per iniziare la bonifica. Dopodiché i piani di bonifica regionale.

E non si può parlare di bonifica senza affrontare il tema del conferimento, che va affrontato nel modo più laico possibile, più sereno possibile, ma con una qual certa urgenza. È positivo il fatto che si sia assunta, all’interno del dispositivo della mozione, la necessità di trovare su base regionale siti di stoccaggio e di conferimento idonei alla messa in sicurezza di quel materiale che viene rimosso e bonificato. Essendoci una filiera di lavoro nuova che si avvia, che è quella dei lavoratori interessati alla bonifica, è necessario che ci sia tutta l’attenzione e l’impegno massimo perché la tutela della salute di questi lavoratori non venga messa a rischio e venga garantita.

Tra gli altri aspetti che meriterebbero attenzione rispetto ai mancati finanziamenti, c’è l’istituzione del Fondo vittime amianto del 2008, così come quello sul risanamento degli edifici, sempre del 2008. Per il primo, chiediamo che venga incrementato. È fondamentale che la quota messa a disposizione da parte dello Stato su questo Fondo venga incrementata e che venga estesa la platea. Infatti, qui dobbiamo affrontare un altro tema, che è quello che le patologie legate all‘amianto non colpiscono solo direttamente i lavoratori che hanno avuto diretto contatto con questo materiale, ma è dimostrato ed ampiamente riconosciuto che una platea sempre più ampia di cittadini viene interessata alle patologie asbesto-correlate semplicemente per un contatto di natura ambientale. Non dobbiamo, quindi, inventarci niente, se non andare a vedere e tramutare anche in termini previdenziali quello che è effettivamente un dato di fatto che gli studi epidemiologici ci dimostrano con una drammatica evidenza.

Il tema fondamentale che mancava ad alcune di queste mozioni e che emerge con una certa drammaticità, è il tema che ci chiedono coloro i quali le bonifiche le hanno fatte, come gli enti locali, i comuni in particolare. E ci chiedono che queste spese, le spese relative alle bonifiche straordinarie di amianto, vengano espunte dal Patto di stabilità. È una richiesta di buonsenso, è una richiesta assolutamente legittima. E mi fa piacere che questo punto, che non era presente in altre mozioni, ma era presente nella mozione, da me firmata, di Sinistra Ecologia Libertà, sia stato assunto come impegno comune e abbia trovato ascolto anche da parte del Governo che viene chiamato in causa dal primo cittadino di una città, che è quella di Casale Monferrato, da cui in qualche modo tutto è partito rispetto all’amianto, sia nella sua produzione, che nelle lotte che ne sono conseguite per una piena coscienza rispetto alla pericolosità di questo elemento.

E il sindaco, appena insediato in questa città, una donna tenace, prima ancora di formare la propria giunta, ribadisce quello che è stato un impegno, una richiesta reiterata nell’arco di questi anni da diverse amministrazioni e chiede, appunto, che il meccanismo del Patto di stabilità venga rivisto, proprio perché il meccanismo del Patto di stabilità – scrive in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio – impatta anche sulle attività di bonifica, che fino ad oggi sono mai state escluse dai vincoli di spesa, e ci costringe a tenere in attesa progetti già pronti e a rinviare le gare di appalto per carenza di spazi di pagamento.

Negli ultimi anni il comune è stato fortemente penalizzato perché non ha potuto avviare tutte le bonifiche che sarebbe stato in grado di gestire, quindi ci troviamo realmente di fronte a un assurdo di comunità che hanno fatto della bonifica e dell’impegno rispetto alla lotta dell’amianto un loro dato fondativo e, per i vincoli di finanza pubblica riferiti, appunto, al Patto di stabilità, vengono impediti nella loro azione di bonifica.

Io ricordo che, peraltro, sono primo firmatario di una proposta di legge che chiede l’esclusione dal Patto di stabilità delle bonifiche di tutti i siti di interesse nazionale, non solo quelli riferiti all’amianto. Credo che, se noi vogliamo fare un’azione concreta di bonifica e anche di rilancio di un certo tipo di economia, questo tema lo dovremo affrontare prima o poi, lo dovremo affrontare non solo in sede nazionale, ma dovremo approfittare anche di questo semestre europeo a cui siamo alle porte e in cui la Presidenza italiana si preannuncia come rivoluzionaria, o vuole essere come tale, ma che questo punto imprescindibile rispetto alla revisione delle politiche di austerità per come lo abbiamo interpretate fino ad oggi, siano punto dell’agenda della Presidenza italiana. Lo chiediamo perché ci sembra un punto qualificante di questo semestre europeo.

Cosi come ci inseriamo nel solco di altre iniziative già prese dal Governo per cui il Fondo per il risanamento degli edifici abbia una priorità rispetto ai tanti edifici pubblici che hanno coperture in amianto, o amianto all’interno delle proprie strutture, e lo chiediamo in particolare per quegli edifici che ospitano scuole, ospedali e caserme, proprio perché la grande frequentazione degli edifici diventa inevitabilmente un elemento di grande pericolosità.

Credo che oggi sia una buona giornata su questo tema, sapendo che una mozione è un atto di indirizzo e deve in qualche modo trasformarsi, da un lato, in azioni concrete da parte del Governo rispetto al reperimento di risorse e all’indirizzo di tali risorse e, dall’altro, con l’auspicio che si faccia ancora un passo avanti rispetto alla parte normativa, legislativa, proprio perché la sensibilità – vedo con estremo piacere – è cambiata. Il senso di questa mozione – che verrà votata, da quello che ho capito, in senso unitario, perché è stata redatta in modo unitario – ci dà il tratto di questa nuova sensibilità e su questo, ovviamente, esprimiamo il voto favorevole del gruppo di Sinistra Ecologia Libertà e ringraziamo la collaborazione degli altri gruppi, che, su questa tematica, hanno accettato la sfida, anche alta, su cui il Governo si cimenta oggi rispetto al recepimento sugli indicatori della finanza pubblica e del Patto di stabilità.

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