Credito vitalizio: come smobilitare ricchezza

9 years ago by in Video
Ruolo di questo provvedimento è smobilitare ricchezza per reinserirla nel flusso economico. Si stima che in Italia possono essere 200 mila gli interessati da questo provvedimento, considerando che l’80 per cento delle case adibite ad abitazione principale sono di proprietà. Laddove  questo istituto è prassi da più di quindici anni come nel Regno Unito, dove nell’arco di questi anni sono stati smobilitati più di 5 miliardi di euro la cui destinazione è andata, per lo più, in una sorta di solidarietà generazionale, favorendo l’acquisto delle prime case delle generazioni più giovani.
Grazie Presidente, per dare un giudizio su questo provvedimento, occorre farlo con una riflessione sul momento di congiuntura economica, sulle difficoltà che le famiglie incontrano vedendo diminuire progressivamente il loro reddito, le loro condizioni economiche ma non la ricchezza in senso assoluto da loro detenuta, perché questa è una tipicità tutta italiana, per cui la naturale propensione al risparmio in Italia si chiama acquisto di prima casa, frutto di risparmio, di lavoro, di vite, che rappresenta, allo stato dell’arte attuale, un’immobilizzazione di ricchezza che non può essere rimessa in circolo.
Quindi, iniziamo a dare alcuni giudizi su questo tipo di provvedimento. Un primo giudizio è che è un provvedimento finalmente di natura parlamentare. Non può che vedere il nostro plauso il fatto che si ponga alla base della filosofia di questo progetto di legge la smobilitazione di risorse per reindirizzarle e reintrodurle nel sistema economico-finanziario.
Il secondo aspetto è quello di correggere errori presenti nell’attuale normativa: il prestito vitalizio ipotecario non si inventa con questo provvedimento, semplicemente lo si rende utilizzabile, cosa che non è avvenuta lungo questi anni, preferendovi altre forme ben meno utili a garantire i finanziati e i finanziatori rispetto all’insorgere della necessità di liquidità. E qui e in ultimo aspetto, quello più generale, è il fatto che si tratta di un provvedimento assolutamente attuale, nel senso che si inserisce in un’analisi di bisogni, necessità e di mutate condizioni socio-economiche che fanno sì che gli ultrasessantacinquenni possano disporre di questa ricchezza immobilizzata e possano farlo in maniera virtuosa. Io credo che abbia anche altri aspetti positivi questo provvedimento. Prima di tutto il fatto che non è stato e non è una mera richiesta delle associazioni bancarie, ma deriva dal concorso tra quella che è l’associazione bancaria, e quindi il mondo del credito e della finanza, ma soprattutto del mondo delle associazioni dei consumatori.
E si inserisce in quelle mutate condizioni socio-economiche che vedono nel nostro Paese la vita media allungarsi e riferirsi in particolar modo rispetto alle mutate condizioni della capacità di reddito che gli ultrasessantacinquenni hanno nel nostro Paese, a fronte di una ricchezza netta invariata, proprio perché considerata nella rendita fondiaria. La necessità fondamentale a cui risponde questo provvedimento è quella di smobilitare ricchezza e correggere quelle storture della normativa attuale che l’hanno reso inutilizzabile. Se si stima che in Italia possono essere 200 mila gli interessati da questo provvedimento, considerando che l’80 per cento delle case adibite ad abitazione principale sono di proprietà, non sappiamo se queste stime possano essere così rosee.

Possiamo però fare dei raffronti laddove questo istituto è prassi da più di quindici anni come nel Regno Unito, dove nell’arco di quindici anni sono state smobilitati in questo senso più di 5 miliardi di euro e la destinazione per lo più di questi capitali è andata in una sorta di solidarietà generazionale, favorendo l’acquisto delle prime case degli eredi o di quelli che sarebbero gli eredi dei mutuatari, e credo che sia un effetto assolutamente positivo.

Crediamo anche che sia un valido strumento molto più garantista dell’attuale utilizzo della vendita della nuda proprietà, perché garantisce effetti di garanzia e meno speculativi.  Così come le correzioni che ne vengono fatte all’attuale normativa sono assolutamente condivisibili, perché danno principi di garanzia nei confronti di chi ottiene il finanziamento e soprattutto nell’istituto e nella capacità di produrre effetti a questo istituto, nel senso di accedervi, da considerare soprattutto l’applicazione di agevolazioni fiscali, così come sono previste per le operazioni di credito a medio e lungo termine.

Quindi avere garanzie anche dal punto di vista del beneficio fiscale non è irrilevante rispetto alla capacità di far sì che politiche possano trovare efficacia e applicazione nel nostro Paese.

Inoltre, la natura ipotecaria della garanzia sul prestito, dà possibilità di garanzie non solo nei confronti del creditore, e quindi nella capacità di esigere poi un credito fornito, ma anche agli eredi, e quindi della totale libertà rispetto all’attuale istituto della nuda proprietà, così largamente utilizzato per far fronte a necessità di natura economica impellente rispetto ad essi. E quindi dà la possibilità  di garantire una libera scelta, una volta finito il contratto, agli eredi,  di riscattare oppure di procedere alla vendita dell’immobile dato in garanzia.
Si tratta di un aspetto non irrilevante, perché tiene conto anche degli a affetti nella valutazione della qualità della vita, dando la possibilità di fare una scelta di questo genere. Le condizioni economiche attuali imporrebbero altre scelte ben più drastiche, anche sulle condizioni e sul benessere della vita, di trasferirsi piuttosto che fare scelte di natura economica diverse. Invece, in questo caso, si garantisce la possibilità di avere libertà di scelta, a fronte di condizioni economiche assolutamente mutate rispetto al passato.
È per queste ragioni che, pur rilevando che tutto ciò avviene in un momento drammatico in termini economici, in cui i crediti continuano a non ripartire, come ci dicono i dati della Banca d’Italia di qualche giorno fa, il gruppo Libertà e Diritti-Socialisti Europei esprime il proprio voto favorevole a questo provvedimento.

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