Femminicidio: conti amari di inizio anno

9 years ago by in Articoli, Democrazia - Diritti Tagged: , , , ,

Siamo abituati a pensare di essere sempre al sicuro nelle nostre case, anche in una cittadina di provincia, in cui  nulla di male potrà mai accadere. Invece, esiste un mostro che non conosce confini geografici, non conosce età, razza o religione e per lui è uguale colpire nella metropoli o in un piccolo paese. Questo mostro ha un nome. Un nome che abbiamo sentito e sentiamo tutt’oggi pronunciare molte volte: femminicidio.
Ne abbiamo sentito parlare a Palermo, ma anche vicino a noi. Prima a Vercelli e poi a Fubine. Per non parlare del caso novarese: suicidata perchè ritratta in un video diffuso dagli “amici”. La violenza sulle donne colpisce ovunque, non solo fisicamente, a tutte le età.

Sfiorano già la decina le donne uccise dall’inizio dell’anno, per gelosia, raptus o solo per dimostrare una superiorità degna della peggiore delle bestie. Nel 2012 le vittime sono state 121, all’incirca una ogni tre giorni e in Italia, ancora oggi, non esiste un servizio di tutela adatto per le donne vittime di maltrattamenti e violenze. O meglio, esiste un servizio formato in prevalenza da volontari ed esperti che si mettono al servizio delle vittime laddove la legge cessa di operare.

Ma questo, molto spesso, non serve a fermare i carnefici e le donne vittime di abusi si trovano senza protezione alla mercè di queste belve assetate di autoaffermazione.

In un momento in cui la problematica della violenza rischia di passare in secondo piano, rispetto ad altre questioni che riempiono le pagine dei giornali, è ancor piú importante mantenere viva l’attenzione e tentare il possibile per umanizzare questa fredda società che pare aver dimenticato il suo ruolo sociale per concentrarsi solo sull’istinto.

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